Flat Earth: None for one

0
Condividi:

Leggi “supergruppo” e ti prende un attacco d’ansia. Il solito manipolo di rockettari decotti che esibisce il proprio curriculum come un lasciapassare per la gloria (postuma)? Per il sottoscritto valgono solo The Lords of the New Church, il resto è solo fuffa. Flat Earth è la risultante della somma di due HIM (Mikko Lindstroem e Mika Karppinen che tirano le fila del progetto) e di un Amorphis (Niclas Etelavuori), con l’aggiunta del vocalist Anttoni Pikkarainen dei Polanski, ma non giocatevi tutto sulla ruota del gothic metal piacione, None for one aderisce in tutta la sua composta indole al manuale redatto dagli (ultimi) Alice in Chains (ma potrebbero venir accostati anche ai nostri This Void Inside ). Credetemi, non vi dispiacerà, perchè la grana compositiva è fine e la componente qualitativa è elevata, elementi che nelle produzioni odierne non si riscontrano frequentemente. Una manifesta inclinazione “radiofonica” rende tutte le undici tracce che lo compongono accattivanti nella misura che non indispone, segno di una attenzione alla melodia ed alla struttura non banali. A volte risulta un po’ ridondante, ma la materia di qualità abbonda, non facciamone un cruccio se ballatone grungy come “Given time” le abbiamo già ascoltate chissà quante altre volte e sotto altre sigle, None for one è davvero un buon disco.

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.