Le Cose Bianche: Tutto il corpo è genitale

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Avevo già parlato di Le Cose Bianche, il progetto power-electronics di Giovanni Mori, a proposito di Tutti quanti sognano porno (compiuti i 10 anni) e, proprio di recente, per la sua colaborazione con Cronaca Nera. A fine 2018 è uscito un altro lavoro – intitolato Tutto il corpo è genitale – per la Hellbones Records. Dico subito che ci troviamo di fronte ad un lavoro corrosivo e senza compromessi. Mori si avvale, per l’occasione, della collaborazione di nomi storici dell’industrial italiano come Eraldo Bernocchi dei Sigillum S, Wertham ovvero Marco Deplano, Bruno Dorella, Lunus e Dan PK. Nei ringraziamenti vengono citati i Teatro Satanico, i Macelleria Mobile di Mezzanotte, i Sigillum S e gli Iugulathor ovvero la crema del post industriale nostrano. Il titolo proviene da un film del regista sud corenao Kim-Ki-duk ovvero Moebius: il cinema è sicuramente una delle grandi influenze di Le Cose Bianche. La musica è molto semplice e minimale: note distorte di basso, riff di chitarra, elettronica e ritmiche serrate e ossessive accompagnano i testi nichilisti di Giovanni Mori. Titoli come “Ti auguro di rimanere da solo”, “Tutte le notti della mia vita mi manca qualcuno”, “Tutto il corpo è genitale” e “Quando il procedimento simbolico è la sola compagnia che tiresta” sono emblematici della sua poetica cruda. Siamo sicuramente di fronte a un suono che, pur nella sua semplicità, riesce ad essere riconoscibile ed originale, distaccandosi da molta produzione power electronics ormai inflazionata. Disponibile su Bandcamp: https://lecosebianchelcb.bandcamp.com/album/tutto-il-corpo-genitale.

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