AA.VV: Milano After Punk: Rare And Unreleased Tracks From Milan's Underground New Wave Scene 1979-1984

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Non è più un’iniziativa del tutto nuova una raccolta di brani rari e inediti di new wave italiana: la Spittle si era già cimentata in analoghe operazioni e, a suo tempo, ne avevamo parlato anche noi. L’interesse di questi lavori di ricerca è innegabile ma, ovviamente, più il tempo passa, più è logico presumere che il pubblico attratto da loro si assottigli, venendo a coincidere, in pratica, con i pochi che hanno vissuto quella stagione in prima persona e ne sono rimasti segnati: una platea relativamente ristretta, se consideriamo l’impegno richiesto dal dover recuperare un campionario vastissimo di materiale eterogeneo, selezionarne una parte e renderlo adatto alla pubblicazione. Questa nuova fatica intrapresa dalla Spittle, Milano After Punk: Rare And Unreleased Tracks From Milan’s Underground New Wave Scene 1979-1984, contiene già nel titolo i suoi obiettivi: nel vinile vi sono ben tredici brani (diciotto nel CD allegato) di gruppi sconosciuti ai più, tutti risalenti al periodo indicato e, poi, praticamente scomparsi dalla circolazione, per aver smesso di fare musica o per aver rinunciato alla ricerca del successo con un genere che, se non ha avuto in Italia la sua partenza e, in particolare a Milano, aveva avuto un seguito limitato, si è conquistato un ruolo e un significato con caratteristiche proprie e non esclusivamente in ambito musicale. Delle band rappresentate nella compilation, comunque, alcune hanno fatto ampiamente in tempo a lasciare il ricordo di sè: parliamo, per esempio, degli Aus Decline, noti a tanti soprattutto per “Five Years Life”, dei quali, però, qui troviamo la meno conosciuta “Goin’ a Jot”, che ben rende giustizia alla bella voce di Casasco, oppure i Der Blaue Reiter che, con il pezzo “Drowning”, riprendono la lezione dei Joy Division senza realmente ‘copiarla’, gli Other Side di Danilo Carnevale con la strumentale “An Impossible Dream” eseguita dal vivo, i 2+2=5, una piccola ‘gloria dell’epoca, che, con “Meeting McL” propongono uno degli episodi più originali e briosi. Impossibile non citare anche la sottile e penetrante elettronica dei La Maison, qui presenti con due brani, “You Night Head” e “Volanz” o i Jeunesse d’Ivoire, inseriti con un pezzo fra i più insoliti, atmosferico, quasi irreale. Molti degli esemplari hanno sonorità assai datate, altri sono invece ascoltabilissimi ancora oggi: Milano After Punk è comunque di una sorta di documento ‘filologico’ elaborato con attenzione e amore evidenti, che può raccontare davvero tanto e non solo a chi ricorda.

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