Cosey Fanny Tutti: Tutti

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Cosey Fanny Tutti è un nome importante nell’ambito della musica industriale e di una certa controcultura alternativa. E’ indubbiamente un simbolo della prima stagione della rivoluzione industrial: prima con Genesis P.-Orridge nel progetto COUM  Transmission, poi con i Throbbing Gristle e successivamente in coppia con Chris Carter nel duo Chris & Cosey ha attraversato tutte le stagioni della musica sperimentale e industrial europea. Più di recente è stata protagonista, sempre con Chris Carter, con i Carter Tutti nel solco di sonorità techno. Ma Cosey Fanny Tutti è anche una performer estrema e senza compromessi che ha fatto del proprio corpo un’opera d’arte. In questo senso la sua autobiografia Art Sex Music del 2017 è illuminante. Ora esce Tutti, il suo secondo album a 16 di distanza dal suo finora unico album solista intitolato Time To Tell del 1983. Musicalmente Tutti è una sorta di compendio della carriera musicale di Cosey Fanny Tutti: l’iniziale title-track e la successiva ”Drone” ci presentano un’elettronica evoluta e danzereccia. Ma sono altri, a mio parere, gli episodi più interessanti: la house acida e malata di “Moe” e le elucubrazioni minimali e liquide di “Sophic Ripple” mi hanno ricordato i Coil di Love’s Secret Domain, un disco a suo modo seminale che dava un’interpretazione stravolta dell’acid house. “Split” è invece caratterizzata da sonorità più sperimentali nella vena di certo ritual ambient mentre in “En” troviamo la tipica dimensione cosmica di molta musica ambientale degli anni ’90. La conclusiva “Orenda” è una sorta di collage elettronico sperimentale. Tutti è, in definitiva, un lavoro interessante da parte di un artista che ha ancora qualcosa da dire.

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