Going to Catalunya: Going to Catalunya

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Nato come progetto ‘collaterale’ dell’artista olandese, Rob Keyzer, che intendeva esprimere, per così dire, in forma concreta le intense esperienze derivate da un suo viaggio in Spagna – sul piano della pittura, della scrittura, della musica e della fotografia – Going to Catalunya, con la collaborazione del connazionale Frank Weyzig, si è ampliato al punto di includere l’uscita di un album omonimo pubblicato dalla Echozone. Mai scelta fu più azzeccata: il chitarrista Weyzig, musicista di prim’ordine, ha potuto quindi portare qui una solida competenza derivata dalla militanza in altri luminosi progetti come Vaselyne e, soprattutto, Born For Bliss , oltre che, per chi la ricorda, la breve ma brillante partecipazione ai mitici Clan of Xymox. Di Keyzer, che si è occupato principalmente delle parti di chitarra acustica, stando a quanto si ascolta in questo disco si può parlare soltanto bene. I due hanno dunque composto undici tracce al di là di qualsiasi etichetta, pervase di una nostalgia mesta ma delicata, come fossero, in un certo senso, influenzate dai solari paesaggi spagnoli piuttosto che dai freddi scenari nordici dai quali entrambi provengono: molti i passaggi emozionanti, palesemente animati da pensieri e sentimenti che l’esperienza di viaggio ha saputo suscitare. Peculiare esempio di garbata armonia è l’opener, “Sing King”, una brano di quasi sette minuti che alterna momenti lirici e aggraziati a incisivi giri di chitarra elettrica, inserendo ogni tanto suoni tratti dalla natura. Subito dopo, irrompe la malinconia di “The Savior & The Cure” che fluisce sul pathos del canto e sulle note del piano che emergono qua e là; a seguire, l’impostazione ‘classicheggiante’ di ”Polaroids” con piano, archi e la voce dalle tonalità nostalgiche, mentre “Yellow Synergy”, una delle tracce migliori, opta per reminiscenze post-rock e struggenti voci femminili. Dei restanti pezzi, valga segnalare la suggestiva “Easy”, concepita come una sorta di ballata che colpisce con la sua melodia accattivante, la cupa “Never Again” e, in chiusura, “Infinito Extraño”, cantata in spagnolo, cha riassume poeticamente impressioni e memorie che stanno alla base di questo lavoro denso e ispirato.

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