Hante.: Fierce

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Non è trascorso poi tanto tempo dal bell’album Between Hope & Danger e Hante., il progetto solista di Hélène De Thoury, sforna il nuovo lavoro dal significativo titolo Fierce. Dal momento dell’apparizione sulla scena darkwave, Hante. è rimasta fedele ai suoi canoni, mantenendo, come si è già detto in passato, un livello creativo costantemente alto e mostrando una personalità originale in un ambito in cui le novità sono veramente poche. Anche Fierce non delude, anzi: undici tracce malinconiche ma ‘corpose’, non necessariamente adatte al dancefloor o, almeno, non solo, ma caratterizzate da trame elettroniche dense e consistenti e ritmiche singolari. De Thoury si avvale, qui, per altro, di collaborazioni illustri, fra le quali bisogna menzionare, per esempio, Sólveig Matthildur di Kælan Mikla o il musicista danese Ætervader. Vediamo l’opener, “Tomorrow Is a New Day”, che apre uno scenario gelido e straniante, dove il ritmo pulsante concorre a incrementare la tensione e incalza il mesto canto. Nella seguente “Wild Animal” le tenebre sono un po’ dissipate da un clima meno opprimente e un andamento più sostenuto mentre “Unknown” che, come si diceva, vede la presenza della Matthildur, è certo uno degli episodi più significativi: un oscurissimo brano darkwave dalla ritmica trascinante che non disdegna incursioni in altri settori, soprattutto l’elettronica più ‘robusta’. La seguente “Serre-moi Encore” opta per un paesaggio decisamente funebre ma “Nobody’s Watching”, cui hanno contribuito i progetti Marble Slave e Fragrance, torna ai ritmi più vivaci e ballabili e “Waiting for a Hurricane” strizza l’occhio al pop in forma seducente e raffinata; “RESPECT” è un altro apprezzabile esempio di classica darkwave. Notevole anche “No Tenderness” nella quale, come accennato, è il danese Ætervader a cantare e mostra di sapersela cavare brillantemente; poco più avanti segnalo “The Moon Song” dove Box von Düe di Box And The Twins interviene con tonalità distaccate e vagamente aliene e la conclusiva “Never Over” che inizia con una trama elettronica cupa per poi rafforzarsi e acquisire intensità e pienezza, accompagnando la voce malinconica e spirituale: degno finale di un disco che conferma il valore e le doti che già conoscevamo.

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