Escape-Ism/Ian Svenonious: Caracol Contemporanea Casa del Popolo

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Escape-Ism. Foto di Mrs.Lovett

Il nome di Ian Svenonius probabilmente non è molto conosciuto dalle nostre parti, nonostante egli sia attivo in ambito musicale da tantissimi anni, abbia suonato in numerose band – Nation of Ulysses, The Make-Up e Chain & The Gang, per esempio – e partecipato a svariati progetti, dei quali l’ultimo in ordine di tempo è noto come Escape-Ism. Figura emersa a fine anni ’80 in un contesto – quello di Washington D.C. – fortemente politicizzato, Svenonius è diventato celebre per le sue prese di posizione spesso radicali, che fanno parte della sua espressione artistica in modo inscindibile: i testi e le musiche sono, infatti, strettamente legati e, nelle esibizioni live, i lunghi monologhi che alterna ai brani, non sempre apprezzati da chi lo ascolta, sono per lui imprescindibili. Questo personaggio insolito, oltre che musicista, autore di tre pubblicazioni e impegnato anche in altri ambiti culturali, è stato protagonista, lo scorso 10 maggio, di una bella serata presso il locale Caracol di Pisa. Prima dello show, l’evento prevedeva la presentazione, moderata dal glorioso Dome La Muerte, dell’ultimo degli scritti del nostro, Censura subito!, da poco uscito in traduzione italiana per Produzioni Nero. Costretti da altri doveri a trascurare l’aspetto letterario, noi di Ver Sacrum ci siamo limitati a presenziare al concerto, sicuri di trovare nello stile radicale e un po’ stravagante di Escape-Ism sufficienti motivi di interesse. E così è stato.
Ian Svenonius è apparso sul palco imbracciando la chitarra, mentre alla tastiera ha preso posto Alexandra Cabral, personaggio decisamente timido e schivo del quale si sa solo che, oltre a suonare, si occupa di fotografia e riprese ed è accanto a lui in molti dei suoi progetti. Se Cabral ha tenuto tutto il tempo un atteggiamento defilato e, quasi sempre, in secondo piano ci ha pensato Svenonius a riempire della sua presenza ogni spazio possibile, mostrando un dinamismo e una vitalità invidiabili, considerata l’età non più verde. La sua esibizione non si è assolutamente limitata alla musica ma, come era accaduto in altre occasioni, il nostro ha snocciolato una serie di monologhi, che spesso diventavano vere e proprie filippiche, di contenuto vario, per lo più provocatorio, non sempre ben compresi dal pubblico. Svenonius, tuttavia, si è preoccupato costantemente che i suoi messaggi giungessero all’uditorio e, con il piglio del vecchio punk e, più che altro, con una carica di simpatia e comunicativa a dir poco travolgente, ha instancabilmente cercato di coinvolgere i presenti nei suoi discorsi, riuscendoci facilmente, soprattutto dopo che qualche bicchiere di birra aveva contribuito a spegnere la sete in una serata divenuta ben presto molto calda.

Foto di Mrs.Lovett

La musica, in ogni caso, non è stata carente. La formula di Escape-Ism si potrebbe definire minimale ma non povera e strutturata, comunque, in modo intrigante. Come nel caso di altri artisti di analoga formazione, Svenonius non si può certo definire un virtuoso della chitarra, anzi ne trae, per lo più, suoni a volte fantasiosi e a volte francamente approssimativi mentre del resto e, soprattutto, della parte elettronica, si occupa la serissima Cabral; ascoltandoli è impossibile non pensare ai Suicide ai quali il nostro pare richiamarsi in molti aspetti, in ultima analisi anche per un ‘sapore’ di cose passate che, in qualche momento, si percepisce. I due hanno presentato, fra l’altro, varie tracce da The Lost Record, il loro ultimo disco (il secondo), uscito l’anno scorso, fra i quali le significative “I’m a Lover (at Close Range)”, “Bodysnatcher”, “Rome Wasn’t Burnt in a Day” e la title track, quest’ultima ‘condita’ con ampie spiegazioni, suscitando decisamente il gradimento del pubblico che, già dopo i primi dieci minuti, si è palesemente schierato per l‘istrionismo’ del frontman. Considerando che, alla fine del concerto, la coppia non si è, poi, sottratta al richiamo dei fan e ha concesso il doveroso bis, si può affermare che la serata è stata un successo e – perchè no? – anche molto istruttiva.

Foto di Mrs.Lovett

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