Lunaires: If All the Ice Melted

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Conclusosi bruscamente il capitolo Ivories, per un paio di anni non si è sentito parlare di Patrizia Tranchina e Danilo Carnevale. Ma la ragione – lo si è saputo di recente – non era un improvviso disinteresse per la musica: è uscito in questi giorni per Wave Records If All the Ice Melted, debut album del progetto Lunaires, fondato dai due come punto di partenza di un nuovo ‘ciclo’ di esperienze. I Lunaires ‘scaturiscono’ direttamente dalla storia di due artisti che si sono formati in uno dei periodi più emozionanti della musica e, dalla maturità raggiunta oggi, intendono muoversi in direzione di territori inesplorati: non a caso, sono loro stessi a indicare alcuni spunti alla base della loro ispirazione: postpunk, dream pop e psichedelia, comunque, sono termini che, al primo ascolto di If All the Ice Melted, vengono subito in mente. L’esordio è davvero pregevole e ci dà l’opportunità di apprezzare ancora una volta la voce di Patrizia Tranchina, che il tempo trascorso sembra non aver mai offuscato e, anche qui, sa ben valorizzare la bella melodia: “Unbound” si collega fin dalle note iniziali di basso e chitarra, con il postpunk dal quale mutua anche l’atmosfera malinconica. Poi, “Nightfall” opta per scenari più cupi e ‘metropolitani’, evidenziati dalla ritmica assai più sostenuta, che creano con il canto, a tratti vellutato e armonioso, a tratti veemente, un intrigante abbinamento, mentre “The Hidden Word” è uno dei brani più sperimentali, tutto giocato su sfumature dreamy ravvivate da occasionali, quasi impercettibili momenti dissonanti su basi elettroniche di stampo ‘atmosferico’. Subito dopo, “Spring Waiting Still” paga il suo tributo a un dream pop di ottimo livello e “Naked Indivisible” torna a visioni di ampio respiro con la voce che ‘viaggia’ in uno spazio senza confini; “Mirror Trancefix” si concede una riuscita incursione in aree più ‘toste’ prossime all’electro. Infine, bypassati i lussureggianti paesaggi cosmici di “French Sequence”, troviamo in chiusura “Into the Deep End” che conclude con uno scenario più chiaro, ricco di suggestioni insolite quanto oniriche, un percorso di innegabile fascino, che si spera prosegua ancora a lungo.

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