Freddy Delirio and the Phantoms: The cross

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Bombastico heavy-rock eccellentemente suonato e prodotto. Tutto qui? No, The cross è molto più. Freddy Delirio ha affinato la sua Arte alla corte di Steve Sylvester divenendone spalla affidabilissima, ed ora debutta con il suo nuovo progetto (vanta una lista di partecipazioni e collaborazioni impressionante) che s’impone all’attenzione di tutti gli appassionati di sonorità elaborate e magniloquenti. Della bella musica, in somma, e bando alle etichette di genere che in questo caso contano davvero pochissimo. Trame raffinate ed eleganti fanno da collante a melodie percorse da una vena horrorifica a tratti evidente e riconducibile a quanto firmato dai Lordi, risolte però con un tasso di classe ben superiore rispetto gli affermati finnici, merito oltre evidentemente che del curatore, anche dei musicisti coinvolti, i quali non si limitano alla mera esecuzione; ogni intervento è funzionale alla riuscita del motivo, ogni singola canzone è stata sottoposta ad una accurata opera di affinamento, l’estro del Compositore è debordante, ma Federico Pedichini fa tesoro della sua esperienza, la caduta di gusto altrimenti prevedibile viene evitata con cura. The cross è Opera importante che non rinunzia alla contaminazione, l’impeto di alcuni episodi è marcatamente “moderno”, la narrazione scorre però sempre fluida, fra spunti neo-classici ed improvvise, rabbiose impennate. Il tema lirico viene esposto con stile narrativo assai efficace pur non essendo Pedichini un cantante di ruolo possiede un buon timbro. Ma è l’atmosfera creata a rendere The cross disco godibile ed adatto ad una platea di fruitori potenzialmente vasta. Disponibile pure in vinile.

 

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