HERtZEN: Chotuskone

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Il duo elettro(nico) HERtZEN è composto da SELF (Marcelo Ribeiro Dias), compositore e produttore brasiliano, e MAYE (Mariangela Diella), cantante e performer italiana di Monaco di Baviera, Germania. Formatosi nel 2017, il progetto HERtZEN ha iniziato una collaborazione che è risultata nelle loro prime due produzioni, Chotuskone del gennaio 2018, e Messages from the Past, uscito a soli a due mesi di distanza, fino ad arrivare ai singoli Younder and Yore del luglio 2018 e No Time dell’aprile 2019.

Partiamo da dove hanno cominciato allora. Per loro stessa ammissione: “La musica presenta una direzione oscura e sperimentale tra synthpop, IDM e avant-garde, mostrando paesaggi sonori melodici con una ritmica potente e reminiscenze orientaleggianti con un occhio alla dance più intelligente, e canzoni che celebrano la bellezza contraddittoria dei sentimenti e delle condizioni umane. Contrassegnato da un’estetica buia e nera come la notte, il duo è sinonimo di rinascita contemporanea di un dark/industrial e new romantic/synthpop caratterizzato dalla loro visione artistica in continua evoluzione. Il loro stile è a tratti accostabile a quello dei Kraftwerk e degli Einstürzende Neubauten con gli ideali di un minimalismo artistico che ricorda le avanguardie musicali dell’ultimo secolo.”

Se per una casualità calcolata vi foste ritrovati a trascorrere una nottata a vedere farfalle aliene liberarsi nell’aria mentre in sottofondo il DJ alternava cose più mesmeriche (Astral Projections e Delerium, progetto collaterale di Bill Leeb dei Front Line Assembly), per poi tornare indietro a musica più eterea e ‘trancedentale’ (Future Sound Of London e Der Dritte Raum) mentre risuonavano ancora gli echi di trance’n’bass atmosferica del DJ set precedente, allora sicuramente apprezzerete il tocco moderno a questo tipo di elettronica che questo duo di Monaco è riuscito a disegnare con i suoni e campioni filtrati.

Naturalmente le influenze che ho sentito nella musica del loro lavoro sono quelle che i ricordi di quelle notti mi hanno portano. Una o due generazioni prima. E sicuramente sono diverse anche se le matrici rimangono le stesse alla fine.

A volte immersa dentro paesaggi sonori più atmosferici e d’ambiente ma sempre sull’orlo di un elettronica d’ascolto ben prodotta e sempre in movimento.

“Crescent Moon” e “Salam Lela Marien” sono i pezzi che mi piacciono di più per l’intreccio della ritmica e la voce che viaggia ispirata sui quei minimalistici disegni elettronici.

Musica con cui fermarsi, e guardare i diversi generi fondersi in qualcosa di nuovo e di proprio. Un elettro minimale e intelligente ai confini con la trance più elettronica ed eterea. Il momento è finalmente arrivato sembra.

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