Alio Die: Allegorical Traces I

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Il nome di Alio Die non e’ certo sconosciuto agli appassionati di musica ambient. Stefano Musso non sembra aver terminato l’ispirazione e, nel corso degli anni, e’ andato avanti ostinatamente con la sua musica senza far caso alle mode del momento. In realta’ uno zoccolo duro per la musica ambient – anche in Italia – esiste fin dagli anni ’90. Sicuramente un nome che ha fatto molto, nel nostro paese, per  la diffusione del genere e’ stato Gianluigi Gasparetti con la mitica rivista Deep Listenings nata proprio in quel periodo. Era un magazine raffinato e ben fatto e molti, fra gli addetti ai lavori e i musicisti stranieri, la ritenevano la migliore nel panorama editoriale internazionale. Gianluigi Gasparetti porto’ poi avanti la sua passione anche attraverso il progetto di musica ambient Oöphoi con cui ha pubblicato numerosi dischi di cui il primo fu prodotto proprio da Alio Die. Purtroppo, dopo aver sofferto di una lunga malattia, Gianluigi e’ morto nel 2013. Ora esce un nuovo cd di Alio Die intitolato Allegorical Traces I. Si tratta del primo volume di una trilogia di brani “persi e ritrovati”. Curiosamente, qualche tempo fa, Stefano Musso mi disse che aveva scoperto nei suoi archivi una vecchia traccia musicale registrata con Oöphoi. Per me e’ stata cosi’ una gioia vedere come in ‘Allegorical Traces I” sia presente proprio quel pezzo perduto – “An Underground Passage Found” – di cui mi aveva parlato che, a questo punto, assume il valore di una sorta di testamento spirituale di Oöphoi. Pur avendo 2 stili diversi, la musica di Oöphoi e’ caratterizzata da lunghi brani e da drones ipnotici mentre quella di Alio Die e’ piu’ basata sui campionamenti e ha, in genere, brani piu’ brevi e d’atmosfera – la sintesi trovata in questo brano e’ subliminale e riesce a far viaggiare la mente dell’ascoltatore verso uno stato di quiete e pace interiore. L’altro pezzo forte di questa raccolta e’ rappresentato da “Tempus Fugit Sources”, collaborazione con i Maninkari, un duo francese di origini persiane autori di dischi di una bellezza irreale in cui vengono usati strumenti etnici. E’ una musica dal fascino esotico ed antico quella generata dall’incontro di questi 2 artisti. Completano il disco 2 collaborazioni con Xabec e Martina Galvagni e una traccia con protagonista il solo Stefano Musso. Disponibile su Bandcamp: https://aliodie.bandcamp.com/album/allegorical-traces-i.

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2 comments

  1. stefano 18 Luglio, 2019 at 20:41

    Ho la fortuna di conoscere umanamente e artisticamente Stefano e condivido la sua ricerca musicale. Gianluigi l’ho conosciuto tanti anni fa e fu proprio lui ad indirizzarmi verso Stefano per future collaborazioni. Peccato sia partito troppo presto il ” nostro” Gialuigi. Ho ascoltato il cd: come sempre interessante.

  2. Caesar 2 Agosto, 2019 at 14:32

    Si purtroppo la morte di Gianluigi Gasparetti e’ stata un brutto colpo. Ha fatto tanto per la diffusione dell’ambient. Onestamente avevo perso i contatti con lui ma la notizia della sua morte mi ha sconvolto.

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