Allan C. Weisbecker: Cosmic bandidos

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Negli ultimi mesi ho “subito” il ritorno di “Miami vice”. Complici un paio di trasmissioni durante le quali ho ospitato Cosmo Cocktail, questioni di colonna sonora. Cosmic bandidos forse non è planato sulla mia libreria a caso. Forse la teoria di Mister Quark non è poi tanto campata in aria. E’ tutto collegato. I quanti e la loro meccanica. Per inciso, di fisica non ci ho mai capito molto. Una bella collezione di quattro/cinque, se non tre, poi con qualche espediente la promozione l’ho sempre rimediata. Ma a cosa serva studiarla resta un mistero irrisolvibile. Abbiate compassione di me, però, ve lo imploro. Ah, “Miami vice”. Lo guardavamo tutti, in classe.

 

Di quella serie Allan C. Weisbecker è lo sceneggiatore. Anni ottanta, solo chi li ha vissuti può comprendere i perché delle “mise” di James “Sonny” Crockett e di Ricardo “Rico” Tubbs. Stati Uniti. Reagan che termina il proprio secondo mandato nel 1989, anno in cui pure “Miami vice” conclude la sua fortunata corsa. Weisbecker firmò pure lo screenplay di “Crime story”, poi quell’ambiente gli venne a noia, e partì col proprio cane. Poteva permetterselo, avendo accumulato una discreta fortuna.

 

Nel Sud-America Mr. Quark vive rintanato nel cuore della foresta colombiana. E’ ovvio il motivo di tale volontaria reclusione. E quanto di Weisbecker ci sia “in” lui. C’è pure High Pockets, un cucciolone di cinquanta chili. Gli altri… José, un capo-bandido bislacco ma fedele amico, un manipolo di fattoni dal numero variabile, ma alla fine sempre loro, più o meno collusi con agenzie federali deviate, militari corrotti, funzionari governativi inetti ed intenti più ai propri affari che al bene degli Stati Uniti. Insomma, il reale stato delle cose non deve essere poi tanto distante, sopra tutto nel Centro/Sud America del periodo, dove realtà e finzione si sovrappongono fino a fondersi. Un bel giorno José decide di rapinare una famiglia americana in vacanza. Il padre è un Docente di Fisica della California University di Berkeley. Dove i nostri, interessati pure alle inclinazioni sessuali di una delle due figlie dello sventurato, capiteranno, non prima di aver arruolato un altro accolito, un autista di autobus che mostra sorprendenti abilità nel vasto campo del malaffare. Meccanica quantistica ed un pugno di drogati/alcolizzati. Può funzionare? No, in apparenza; poi, quando tutto pare perduto, la compagnia si ricompatta (come gli hobbit!) e torna ai suoi interessi primari, non prima di aver sistemato alcune cosucce riguardanti il prestigio pericolante di signore della droga di José.

 

Cosmic bandidos è un romanzo psichedelico nel vero senso della parola. Più vi addentrerete nella lettura (che scorrerà velocissima, anche quando il ritmo vi parrà lento, se non è un effetto allucinogeno questo…) più vi immergerete in uno stato che trapasserà dall’euforico alla depressione, dalla sensazione di aver conseguito il risultato prefissato al senso di disfatta imminente, il tutto nel breve tratto di poche pagine. Poi un accadimento imprevedibile/impossibile, la soluzione del dilemma, una formula che si svela, ed ecco che la situazione si ribalta e tutto si sistema, almeno fino al prossimo inciampo. E non fidatevi troppo degli amici. Quei tre/quattro drogati si prenderanno giuoco di voi, facendovi risalire il Continente dalla Colombia alla California. Perfetti architetti del crimine, ma incapaci di nuocere più di tanto, perché costantemente sotto effetto di sostanze che non aiutano certo la ragione. Un piano assurdo che porterà ad un epilogo formidabile. Eppoi, la questione della meccanica quantistica e del suo “peso” nello svolgimento dell’azione. Talmente rilevante che pure José (indotto dal fervore di Mr. Quark) ne rimarrà affascinato fino a diventarne convinto discepolo. Peccato che le sue formidabili lezioni a poco abbiano portato. Poveri bandidos/campesinos, perché tediarli, poi? A loro queste questioni non interessano. E nemmeno a Robert, a Jim, a Harry, a Flash, meno che meno ad Aileron. Segnatevi questi nomi, le loro sembianze vi si stamperanno nella memoria. Anche se non li avete mai visti. Sarete lì, accanto a loro. Sentirete il sibilo delle pallottole, il crepitio degli AK47, l’odore del gasolio che brucia, i vostri occhi si riempiranno di polvere. Di “quella” polvere. Diventerete anche voi dei banditi cosmici. Anche se di fisica non vi siete mai interessati più di tanto. E quella famiglia di Sausalito? Beh, a loro è andata decisamente peggio. Ma un danno collaterale è sempre da mettere in preventivo, quando ci si accinge ad una tale impresa.

 

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