Maurizio Cometto: Magniverne

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Nell’articolata scena “weird” italiana ci sono nomi oscuri di cui, delle volte, si parla troppo poco. E’ il caso di Maurizio Cometto, piemontese come il grande Danilo Arona, come Luigi Musolino e Christian Sartirana. Cometto si e’ messo in luce con l’ottimo romanzo breve Il costruttore di biciclette pubblicato nel 2006 da Il Foglio di Gordiano Lupi che gli ha pubblicato anche Cambio di stagione, quest’ultimo buono ma forse un po’ lento nello svolgimento. Di lui spese belle parole Valerio Evangelisti nell’introduzione. Ora quel libro viene ristampato in un bel volume intitolato Magniverne che racchiude, oltre a Il costruttore di biciclette, racconti apparsi in altre raccolte oltre a materiale nuovo. Tutte le storie sono ambientate a Magniverne, piccolo borgo piemontese immaginario in cui troviamo anche l’inquietante fiume Labironte nei cui fondali si trovano segreti innominabili. La scelta di creare un’ambientazione fantastica e’ molto efficace ed e’ stata adottata – sempre restando in Piemonte – dai citati Arona e Musolino. Una scelta po’ nel solco dello pseudo Massachussets di H.P. Lovecraft e della pseudo l’Inghilterra di Ramsey Campbell. Il costruttore di biciclette si conferma un piccolo gioiello”: i protagonisti sono i bambini e il loro sguardo senza filtri della realta’ ch si rivela, alla fine,  piu’ profondo. Siamo dalle parti di certe tematiche “kinghiane” evocate in ITStand By Me: la  descrizione delle psicologie dei bambini e’ uno dei punti forti del racconto. Ma troviamo anche il personaggio del Costruttore di Bicilette, una figura bizzarra che simboleggia il Guardiano della Soglia fra la realta’ quotidiana di Magniverne e il suo lato oscuro – ovvero la Magniverne oscura o l’anti-Magniverne – rappresentato dalle ombre degli stessi abitanti che bramano di uscire dal loro limbo. Il Guardiano della Soglia puo’ far venire in mente Lovecraft ma, in realta’, l’approccio di Cometto e’ piu’ raffinato ed evanescente, prossimo a un realismo fantastico che lo accomuna a certe suggestioni di Dino Buzzati. La suspense non cala mai e forse l’unico rammarico e’ che poteva venirne fuori un romanzo piu’ lungo. Ma tutti i racconti di quest’antologia sono sopra la media e il libro scorre molto piu’ fluido rispetto a Cambio di stagione. Spesso sono l’inconscio e la psicanalisi a far da sfondo a queste storie come in L’uomo invisibile – in cui si narra di una disgregazione familiare – e in Ritorno a Magniverne, a mio avviso l’altro piccolo capolavoro del libro. Qui il protagonista Luca si trovera’, suo malgrado, ad affrontare i fantasmi sepolti nel suo inconscio che riemergono alla luce dopo aver conosciuto Atina, la sua nuova ragazza. Solo tornando a Magniverne Luca riuscira’ infine a ricomporre le tessere della sua personalita’ in frantumi: la rivelazione finale non sara’ pero’ per niente rassicurante. Anche in Magniverne sommersa troviamo come protagonista un bambino: la crescente consapevolezza di appartenere a un mondo sommerso popolato dagli “abitanti del fiume” lo accomuna un po’ al protagonista di La maschera di Innsmouth di H.P. Lovecraft che, nel finale del racconto, prese coscienza di appartenere alla razza delle creature anfibie. Un ragazzo solitario e’ invece ambientato a Torino e, all’inizio, ricorda un po’ le atmosfere di Cambio di stagione: poi pero’ Sandro Bertola – il personaggio principale – deve fare anche lui i conti con i fantasmi del suo passato che, come in una maledizione, si annidano a Magniverne. Il finale, in cui si reca nell’antico borgo per una rimpatriata  con i vecchi amici, e’ molto bello e ricco di suspense. L’auspicio e’ che Magniverne faccia parlare un po’ di piu’ di Maurizio Cometto, a mio avviso una delle voci piu’ interessanti del nostro panorama.

Maurizio Cometto “Magniverne” – Edizioni Il Foglio – 313 pagine – Euro 16 – 2019

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2 comments

  1. Gaya 23 Luglio, 2019 at 21:05

    Ottima recensione. Come ogni perla scaturita dalla magica fonte di Maurizio Cometto merita assolutamente di essere scovata!

  2. Caesar 2 Agosto, 2019 at 14:34

    Mi spiace solo che non sia citato nel recente volume Odoya “Guida ai narratori italiani del fantastico”

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