Wilderness: I’m not here

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Frosinone per me significa The Spiritual Bat/Spiritual Bats, Human Disease, Chants of Maldoror. E Sorry, Heels. Aggiungo ora all’elenco gli Wilderness. Che attraversano con sicurezza l’accidentato territorio dell’indie, senza però curarsi delle etichette e delle facili pose. Bel disco, I’m not here che segue di due anni “Light after the first dive”, melodia non affettata, sezione ritmica che fa mostra di carattere, canto ben impostato (anche se la pronuncia richiede ancora un – piccolo – sforzo di messa a punto), chitarre cha la loro parte la fanno. Sopra tutto queste dodici canzoni non forniscono riferimenti netti all’ascoltatore, quanto piuttosto una scelta di opzioni piuttosto ampia. Potrebbe rivolgersi contro, questa apparente insolenza; essendo ancora giovani, bisogna concedergliela, chissà che ne facciano l’arma risolutiva. Per farsi notare, per liberarsi delle pastoie che qualcuno cercherà di mettere loro. Si esprimono in inglese, lo avevo già annotato, ed è giusto farlo: tenere ben a distanza quel pop/rock italiano farà loro assai bene. Volete alcuni titoli? La sbarazzina “Weird boys don’t go to sleep” (ebbé) è da playlist estiva (quella buona però), “All the roads you see” punta all’America, l’articolata “Haiku” evidenzia il gusto per una scrittura non banale, “October” ricorda certi U2 (ebbé!), nelle chitarre e nelle armonie… Possiedono una personalità già delineata, ed una volontà manifesta, sapranno farsi rispettare, ne sono certo.

Per informazioni: https://facebook.com/WildernessMusicBand / https://wildernessbanditaly.bandcamp.com
Web: https://facebook.com/miacameretta
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