Sonsombre: The veils of ending

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Si consolida la ripresa dell’american gothic, potendo ora contare sull’apporto di Sonsombre, solo-project di Brandon Pybus che ha già all’attivo “A funeral for the sun” (2018) ed il singolo “In this fog” (gennaio ’19). Il band-leader sfoggia un piglio deciso ed una vocalità affine nell’approccio a quella di Michele Piccolo dei nostri Burning Gates, risultando sufficientemente convincente. A tratti il suono si fa esile, ma il giudizio finale non può che pendere a favore dell’act della Virginia. “A ghost story” rimanda ai classici sisteriani (era-“Body and soul” ep con il quale condivide la linea narrativa), episodi convincenti si rivelano “Matte black”, la mia preferita, “Night child”, “Between” e “The future is black”, se The Wake di “Harlot” rimangono ancora un benchmark inavvicinabile, se provate nostalgia per The Shroud e The Prophetess sapete ora a chi rivolgervi per pascerla. “It’s alright” possiede la veemenza delle cavalcate care a The Mission, ma mi rendo conto che citare troppi riferimenti potrebbe fuorviare il lettore, vi prego di dare un ascolto a The veils of ending certo che le mie parole a sostegno della sua causa non cadranno nel vuoto (se apprezzate il genere, of course). La rinascita del guitar driven goth rock passa obbligatoriamente per gli Stati Uniti!

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