Stefano Scala: Metamorfosi

0
Condividi:

Stefano Scala è un musicista italiano, ricercatore e cultore di musiche etniche. Da sempre interessato alle culture musicali di altri paesi, nel corso del tempo ha intrapreso numerosi viaggi per scovare i luoghi naturali piu’ incontaminati e puri, lontani dai rumori massificati della nostra civiltà come le foreste dell’Amazzonia e il monte Athos. Per lui “il viaggio” rappresenta una vera e propria filosofia di vita e  un mezzo per raggiungere la pace interiore. Sicuramente la sua ricerca deve qualcosa a musicisti italiani che hanno aperto queste vie negli anni ’70 come Franco Battiato, Juri Camisasca, gli Aktuala, Claudio Rocchi e Lino Capra Vaccina. Il suo musicista preferito è però Stephan Micus, sicuramente colui che, con i Popol Vuh del grande Florian Fricke, ha saputo fare una sintesi musicale e spirituale fra Oriente ed Occidente come nel gioiello Implosions. Scala ha alle spalle alcuni dischi, molti dei quali caratterizzati da sonorità etniche e da una tensione mistica che lo avvicinano sicuramente agli artisti citati. Ora esce un nuovo lavoro intitolato Metamorfosi: si tratta, rispetto alle ultime cose, di un disco diverso in quanto e’ basato interamente su musiche di Philip Glass (Metamorphosis e Mad Rush) – un altro suo vecchio amore – riarrangiate ritmicamente. Il disco, nello stile del maestro americano, è minimale ed etereo. La musica è bellissima con il pianoforte in grande evidenza – suonato da Gaio Brivio e Mattia Mistrangelo – accompagnato dagli strumenti percussivi suonati di Scala come bongos, foglie di bambu’, semi, canne di fiume, pigne e sonagliere. L’effetto è catartico e riesce a creare un’atmosfera sospesa, di una raffinatezza irreale. In 2 brani troviamo anche la voce recitante di Stefano Taglietti. Un disco da gustare con calma: lasciatevi andare con le musiche di Stefano Scala che ci porta direttamente da Milano al Cosmo.

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.