Theatre Of Tragedy: Remixed

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Sull’opportunità o meno, di dare corso a siffatte iniziative, mi fui espresso in passato, e non ripigerò i medesimi tasti per ribadire la mia opinione. A che pro investire in un disco di remix? Meglio attendere che i corsi dei BTP virino verso il basso… A conti fatti, selezioni l’ascolto puntando sui brani trattati da chi più riscuote i tuoi favori (nel mio caso Zeromancer), incassando magari una delusione (confermata in seguito). E correndo il rischio di cadere in errore, perché a.e. “Reverie” geneticamente modificata da Current è davvero intrigante nel suo mellifluo incedere trip-hop. Peccato che prima e dopo non manchino episodi imbarazzanti alcuni dei quali eviterò di citare. A poco giova il vessillo del blasone, chiamarsi VNV Nation e Funker Vogt ed uscirsene con una prova opaca (meglio i secondi, ad onor di verità), eppoi per quanto apprezzi gli andamenti compassati, ho trovato stucchevole “Frozen” (la rimodella Ambrosius). Zeromancer e Siva Six (rispettivamente con “Storm” e con “Forever is the world”) assolvono il compitino mirando alla sufficienze e nulla più, conoscendo le potenzialità trattasi di occasione sprecata. Ottima “Deadland” dell’ex Tommy Olsson (che con i Long Night sta conoscendo un periodo di meritato apprezzamento), fu parte del gruppo per un biennio, la sua partecipazione rende onore a Remixed. I Das Ich non potevano mancare, due le canzoni “trattate” da Kramm, leggerina “Lorelei” di Icon of Coil, “robetta” danzereccia. Operazione coordinata in grande stile dall’etichetta, previste versioni in CD, in doppio vinile (questa con tre pezzi aggiuntivi) ed in DVD. La copertina poi, rappresenta il “top” di Remixed. I recensori professionali sancirebbero “solo per completisti”. Se v’avanza qualche spicciolo post-ferie e se la vocetta di Nell Sigland ha segnato il vostro cuore, magari un pensierino…

 

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