Gjöll: Residual EP

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Esagerati, vanagloriosi, pure esasperanti. Sono giapponesi, i Gjöll, sono in nove, la vocetta di Julia metterà d’accordo anche i più scettici. La title-track irrompe con la sua carica tumultuante, il rimando agli Heterogeneous Andead (recensii il loro “Deus ex Machina” a fine ’18) qui è evidente, poi ecco che la passione per le sonorità scandinave e sopra tutto per i Theatre of Tragedy si palesa. In questi quattro brani accade di tutto, velocità e tecnica, incastri armonici e melodia a cascata, urla inumane e voci celestiali. Elementi non trascurabili, il fattore umano, il sentimento, ovvero la carta vincente di Residual. Il violino, ad esempio, è funzionale alla costruzione di un apparato narrativo affascinante, sopra tutto se consideriamo la provenienza dell’ensemble. Ma v’è una tradizione consolidata che i nipponici si tramandano da generazioni di musici, quella della “clonazione” di generi importati dall’Occidente. Prendono un modello e lo replicano alla perfezione, migliorandolo se possibile, ed i Gjöll non si sottraggono alla regola. “Secret shame” è una ballata davvero carina, immaginate Julia duettare con Nell Sigland ed il gioco è fatto. Il celtic-rock è ben ancorato in “Ragnarokkr lovers” (titolo che per la verità “zoppica”), le aperture di violino lo confermano, i Gjöll non sono degli sprovveduti, sanno di rischiare ma chiudendo con “Grudge stained”, pur infilandoci di tutto, mostrano di non curarsene troppo. Dobbiamo dar loro ragione. 

 

I Gjöll hanno all’attivo un album, “Prologue” del 2016, al quale ha fatto seguito un rinnovamento radicale della line-up. Possiamo considerare Residual una più che augurante ri-partenza. Come per i citati Heterogeneous A., è la WormHoleDeath a farsi carico della promozione dell’ep 

 

Per informazioni: http://www.facebook.com/gjolljapan
Web: http://www.wormholedeath.com
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