Lai Delle Nubi: Tueri

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Aggiornano il vasto catalogo del post-rock, i romani Lai delle Nubi, la scelta del monicker, gioco di parole al tempo stesso manifesto di uno stile proprio, lascia intravedere sullo sfondo l’urgenza di distinguersi, di offrire la loro arte non contraffatta ad un pubblico pronto a recepirla. “Overture” ci introduce (è il suo compito, no?) a Tueri, sei tracce per cinquanta minuti e qualche briciola di rincorse, di pause, di ripartenze, di belle dinamiche che si distendono come i nembi che occupano una porzione di cielo sempre più vasta. E’ il rimbombo che pare provenire dagli abissi, è il racconto di una fuga, verso una meta che vogliamo mantenere ignota anche a noi stessi, per riservare al nostro cuore, ai nostri occhi, il piacere della scoperta, della stupefazione fanciullesca di fronte all’inaspettato, al non conosciuto. L’esplorazione del nostro animo, accompagnata da sonorità mai invadenti, sempre garbate; una deflagrazione improvvisa, una cascata irruenta di note ci riporta al quotidiano, ma sappiamo scansare il pericolo come si fa con una pozza di mota, scartando di lato e proseguendo il nostro cammino. L’imprevedibilità della vita narrata da un quartetto che non usa parole, servendosi “semplicemente” del suono per intrecciare la sua magnifica, intensa narrazione.  

 

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