Simon Balestrazzi: Redshift

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Riecco Simon Balestrazzi, artista a tutto tondo e una delle colonne della musica sperimentale italiana. Numerose sono i suoi progetti che, con grande impegno e dedizione, continua a portare avanti fra cui cito Candor Chasma, Dream Weapon Ritual, Hiddene Reverse e Daimon. Anche se forse gli appassionati della musica post industriale italiana lo ricordano soprattutto per i suoi trascorsi con i mitici T.A.C., gruppo fondamentale per il genere che ha attraversato varie fasi artistiche passando dal rumorismo, all’esoteric-industrial fino all’elettronica. In ogni caso Balestrazzi resta un caposaldo e forse la sua musica migliore la sta componendo in questi ultimi anni. Le sue prdoduzioni recenti vengono publicate dalla label da lui fondata AZOTH. Questo Redshift è uscito a dicembre 2018 e si presenta con una copertina spartana e minimale che ricorda Rot di Conrad Schnitzler. E anche i suoni contenuti nel disco sono nel solco di una sperimentazione e di una ricerca senza compromessi che ha sicuramente dei collegamenti con la tradizione della musica concreta e con la corrente del Krautrock più sotterranea e sperimentale (primi Kluster/Cluster e Conrad Schnitzler). Redshift è un lavoro ostico che si basa sull’utilizzo di una strumentazione non convenzionale. Balestrazzi maneggia con arte di sapiente artigiano gong, barre di metallo e altri manufatti percussivi. L’effetto generato è surreale e ricorda sicuramente alcune delle sperimentazioni del grande e compianto Z’EV, artista con cui il nostro ha collaborato. La prima parte è composta dalle 4 sezioni di “Redshift”: la musica è aspra e metallica e ricorda, a livello emozionale, molte sperimentazioni del passato. Sembrerà strano per qualcuno parlare di emozione in riferimento alla musica di avanguardia ma, in realtà, dipende dalla sensibilità dell’ascoltatore trovare un senso e una ragione d’essere a questi suoni. Nella seconda parte troviamo invece la lunga “Blueshift” (quasi 15 minuti), un lungo trip elettronico ed ipnotico in cui possiamo ascoltare il (d)Ronin, uno strumento costruito da Massimo Olla. Se ci si lascia andare all’ascolto si riesce realmente a penetrare in paesaggi mentali inediti. Per cultori della musica senza confini. Disponibile su Bandcamp: https://azothrecordings.bandcamp.com/album/simon-balestrazzi-redshift.

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