Studi Lovecraftiani 17

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Segnalo l’uscita del numero 17 di Studi Lovecraftiani , la rivista a cura di Pietro Guarriello consacrata all’universo di H.P. Lovecraft. Ma, in questo fascicolo, anche gli appassionati di horror moderno troveranno pane per i loro denti vista la presenza di una vera e propria chicca: si tratta di un racconto inedito in Italia – La lente lunare (The Moon Lens) – del grande scrittore britannico Ramsey Campbell. La storia, in origine, era contenuta nel mitico volume The Inhabitant Of The Lake And Less Welcome Tenents (1964) della Arkham House di August Derleth. Campbell era ed è sempre stato un fan di Lovecraft – basti pensare al recente romanzo La rivelazione di Glaa’ki pubblicato in Italia dalle Edizioni Hypnos – e fu proprio August Derleth – quando ancora era giovanissimo – a dargli dei consigli facendogli cambiare l’ambientazione dei suoi primi racconti che imitavano calligraficamente quelli di HPL. E così fece dando vita alla Severn Valley e ai paesi inventati di Brichester, Goatswood, Temphil, Severnford, Clotton e Camside. Brichester e Goatswood sono citati in La lente lunare e proprio in quest’ultima località il protagonista si troverà ad affrontare una delle divinità più spaventose del pantheon “lovecraftiano” ovvero Shub Niggurath. A Shub Niggurath è poi dedicata un’approfondita analisi di Valentina Sirangelo che si sofferma quindi sull’analisi del racconto di Campbell.

Nell’articolo di Riccardo Rosati Sul pensiero politico di HPL si parla del saggio di Massimo Spiga Cthulhu e Rivoluzione. Il pensiero politico del Solitario di Providence. Ultimamente il pensiero di Lovecraft è stato demonizzato da più parti tanto che gli è stata tolta la statua dal premio del World Fantasy Award. Ricordo come nei suoi confronti si sia espressa in maniera molto negativa Ursula Le Guin per non parlare di casi più grossolani in cui viene giudicato “un volgare razzista”. Personalmente ricordo un giudizio del genere su  La Stampa all’indomani dell’uccisione di 2 senegalesi a Firenze – il 13 dicembre 2011 – da parte dell’appassionato di letteratura fantastica Gianluca Casseri. Eppure la sua capacità di analisi era molto acuta: era fondamentalmente un conservatore – anche se verso la fine della sua esistenza si trovò in sintonia con il pensiero socialdemocratico – e apprezzava le tesi contenute nel celebre Il tramonto dell’Occidente di Oswald Spengler. Da qui sono nate anche certe forzature: accostare il suo nome ad Evola come fa qui Rosati e come hanno fatto in passato De Turris e Fusco è eccessivo. Sicuramente però al giorno d’oggi Lovecraft sarebbe un anticapitalista e forse un rossobruno. Lovecraft è un grande e non può essere ignorato e questo forse crea qualche mal di pancia a qualcuno.

Anche gli altri interventi sono interessanti: Stefano Lazzarin in Il volto velato. Iperbole e reticenza in Howard Phillips Lovecraft fa un paragone calzante con l’immaginario di Piranesi e quelo di Lovecraft. Anche Miranda Gurzo, con grande competenza e passione, ci spiega – in Lovecraft tra profezia e Apocalisse – argomenta come la Mitologia di Cthulhu sia il simbolo della crisi del mondo moderno. Renzo Giorgetti si sofferma invece – nel suo Lovecraft e i sogni lucidi – sull’importanza dei sogni come sua fonte di ispirazione (basti pensare a Nyarlathotep). Possiamo poi leggere una disamina di Beyond The Wall Of Sleep – appartenente ala prima produzione di Lovecraft – di Eileen McNamara e Delirio ed afasia: l’esplosione del linguaggio nela narrativa lovecraftiana di Luigi Catelli Arlini. Completano il fascicolo un poema inedito in Italia composto da Lovecraft nel 1937 e il racconto La maschera di H.P. Lovecraft di Cesare Buttaboni. Disponibile presso il sito della Dagon Press al seguente link: http://studilovecraftiani.blogspot.com/ o su Amazon o Lulu.

Studi Lovecraftiani 17 – Dagon Press – Estate 2019 – 137 pagine

 

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