AA.VV.: A.N.A.L.E. Vol. 1

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Segnalo questa compilation della neonata etichetta livornese Blackash Records, specializzata nella divulgazione di sonorità ambient-industrial e noise con particolare attenzione a quella che è la scena locale che, a dispetto di quel che si può pensare e seppur in maniera sotterranea, è molto attiva. Le prime 2 pubblicazioni – A.N.A.L.E. Vol. 1 e 2 –  escono in formato cassetta e  presentano molti artisti locali in ambito sperimentale. Le proposte sono abbastanza variegate e mostrano una creatività e una voglia di fare della ricerca che lascia ben sperare. La prima traccia “Besso e Nerina”, opera del livornese Marco Lenzi, è anche – a mio avviso – la più interessante: è un collage sperimentale che campiona diverse fonti un po’ alla maniera di certi esperimenti di Karlheinz Stockhausen. Thomas Ende è autore di un cupo noise ambient mentre Abracacadarab ci sorprende con una traccia non lontana dal neo-folk. I Klam sono un gruppo locale che conosco e che ho anche visto dal vivo, autori di uno shoegaze minimale che deve più di qualcosa agli Spacemen 3. Tilak si muove in territori etnici. Niknik  è molto ritmico e dissonante e si situa – nelle 2 tracce in cui è presente –  nel solco del più classico dark ambient memore di Lustmord. Antenna sperimenta invece con tessiture ambientali con risultati sorprendenti. Anche Massimo Ruberti, non musicista livornese, dimostra di avere qualcosa da dire con un brano che ricorda certe sperimentazioni di Jon Hassell e Brian Eno. Marina Mulopulos sperimenta la sua voce accompagnata da ritmi etnici. La chiusura è affidata al noise disturbante di Autotune Must Die. A.N.A.L.E. Vol. 1 (acronimo di Ambient Noise Atmospheric Livorno Ethnic) riesce ad offrire un quadro di una scena locale articolata e non priva di spunti di interesse. Disponibile su Bandcamp: https://blackash-records.bandcamp.com/album/a-n-a-l-e-vol-1.

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