DPERD: Allein

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Allein: sola/o 

Alien: aliena/o  

L’intervista che Carlo Disimone mi concesse nel 2013 e che pubblicammo su queste istesse pagine, se riletta oggi rivela molto dei contenuti di Allein, recentissima nuova pubblicazione del duo di Enna. Gli anni sono trascorsi (e nel frattempo ha visto la luce “V”), ma il testo di “Alien”, traccia strumentalmente elegantissima (da sottolineare il bel cesello di chitarra), interpretata dall’ispiratissima Valeria Buono come solo lei sa (meriterebbe ben più alti riconoscimenti) rivela un’inquietudine, un senso profondo di interiorizzazione che costituisce la vera anima di ogni loro disco. L’andamento irregolare di “Ricordami di ribellarmi” sottolinea la bravura dei DPERD in sede di composizione e di esecuzione, ogni nota si appropria di una propria identità, “Non è facile” è ancora ammantata di cristallina classe espositiva, la fusione tra testo e musica è ancora una volta mirabile. E’ il filo che lega ogni episodio, anche quello apparentemente più leggero, anche quando, come in “No way”, la rotta viene orientata su coordinate The Cure/Cranes, ovvero l’acquisizione di un modello funzionale a donare al brano una maggiore ariosità, un piglio accattivante, radiofonico (che non è un difetto!).  “Sono sola” è sorella di “Alien”, ascoltate Valeria, “isolate” le sue parole, non a caso ci propongono in chiusura il Tenco di “Un giorno dopo l’altro”: scelta non banale che rinsalda il legame che li fa discendere da una genia di cantanti che non si limitavano al gorgheggio piacione. Anime tormentate, nutrimento per la loro Arte, ma a che prezzo? Ecco il perché di “Tu non sei normale”, a chi è rivolta, ad un altro od a sé stessa? Il timbro di Valeria si è fatto più maturo, più profondo. Sono gli stessi di “2003”, di “3non”, è che il Tempo lascia su tutti noi i suoi segni, nessuno è esente, essi lo sanno e fanno di DPERD il mezzo per liberarsi di un fardello, o semplicemente per farci riflettere e fermarci un istante. “Sveglia” si appoggia su d’un piano notturno, pare d’osservare da una terrazza illuminata da un cero la campagna sottostante, immersa nel sonno conciliatore. Ma è allora che le paure, le angosce si muovono, ascendono dai più intimi recessi ove rimangono celate per stringerci il petto, la gola. Ma Carlo ci sorprende, a metà il brano s’impenna, “sveglia!”, ci ridesta dalle nostre cogitazioni, ci scuote. Piccola meraviglia, amici miei! Non a caso “L’ansia di essere vivo” presenta una struttura più aperta, financo più (dark) rock; il fitto dialogare fra pianoforte e chitarra, la voce avvolgente, splendidamente mediterranea di Valeria, delicatezza sì, ma pure fermezza. Grande è il carattere di questi due Artisti, “Come nel Far West” vanta una tessitura raffinata, è breve, al contrario di “Bipolare” che la segue e la doppia nella durata, ma vorresti che non finisse mai. “Bipolare” appunto, ancora la Notte, ancora gli strumenti che danno vigore al pezzo che pare ispirarsi al Sylvian di “Brilliant trees” e di “Secrets of the beehive (in Allein Carlo fa suo uno stile chitarristico “frippiano”), fra atmosfere cangianti che riflettono il lucore lunare. L’epilogo testimonia la capacità di Valeria di esprimere un sentimento intimo con una purezza ed una sincerità che solo chi non li “conosce” stupirà. “Un giorno dopo l’altro” è ben più che una bonus-track. Oggidì il termine “cantautore” viene speso con facilità imbarazzante, l’omaggio che Valeria e Carlo fanno a Tenco è quanto di più… bello abbia potuto ascoltare in tanti anni.  

Non è facile esporre il proprio modesto pensiero a proposito dei DPERD e della loro discografia. Sono tante tessere sparse sul tavolo che trovano una naturale connessione, vive, pulsanti sentimenti profondi, anche stridenti. Limitarsi al solo apparato strumentale? Concentrarsi solo sulle parole? E’ un difficile esercizio di equilibrio che Valeria e Carlo risolvono con semplicità. Quella, solo apparente, della loro Arte che è così intensa, così “pulita”, così loro. 

 

Per informazioni: http://www.facebook.com/dperd
Web: http://www.mykingdommusic.net
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