Grooving In Green: A Second Chance

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La carriera dei Grooving In Green che, qui su Ver Sacrum, non abbiamo più considerato da Post Traumatic Stress del 2010, non è stata troppo lineare se, dopo la loro formazione nel 2008, soltanto quest’anno vede la luce il loro terzo album A Second Chance. Gli ultimi anni hanno comunque visto un notevole andirivieni, purtroppo anche per la scomparsa di Simon Manning e Thomas T Cat, che ha condotto, infine, alla line up attuale: Tron, Pete Finnemore, Eleonora Rossi/Switchblade Switch e Simon Rippin. Nella scena gothic la band non ha dato contributi stupefacenti, ma come si suol dire… di certo abbiamo ascoltato di peggio. A Second Chance rientra nella categoria dei dischi dignitosi: raccogliendo il ‘testimone’ soprattutto dai The Mission i nostri producono dieci tracce fedeli allo stile goth ma ricche di una potente energia ‘rockeggiante’ che molti hanno paragonato a quella dei Cult di Ian Astbury : qualche brano, in ogni caso, è riuscito proprio bene. Si inizia con la title track, uno dei pezzi più rock, che mostra una somiglianza innegabile con la formula dei Cult: la prestazione della bassista Switchblade e del chitarrista Finnemore appaiono comunque pregevoli, anche se quest’ultimo si apprezza assai di più nella seguente “Entrenched Divides” con riff efficaci e davvero ‘taglienti’. Ma i risultati migliori i nostri li raggiungono quando si mantengono più aderenti a canoni ‘gotici’. Si veda ad esempio “Online Activist”, impetuosa e drammatica, la successiva “Post Truth”, con un altro riff di chitarra vincente e “Out of Time”, palesemente vicina ai Sisters of Mercy. Infine, “Moving On” chiude l’album con irruenza, pathos e ottimi giri di basso, dimostrando che la passione ‘gotica’ può durare al di là del tempo e… dell’originalità.

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