Ladytron: Ladytron

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Tornano i Ladytron con il nuovo album in studio Ladytron, a distanza di otto anni dal precedente Gravity the Seducer. Sicuramente alta era l’attesa per questo nuovo full-length ma possiamo tranquillamente dire che le aspettative non sono andate affatto deluse, vista la qualità e il livello delle nuove composizioni. Nel nuovo album ritroviamo infatti i componenti della band alle prese con il sound loro più congeniale, tra sonorità synth pop ed electro pop, con frequenti richiami di stampo ‘80. Seppur musicalmente non presenti sostanziali novità rispetto a quanto proposto dal gruppo inglese nel corso dell’ormai ventennale carriera, Ladytron rappresenta comunque un lavoro decisamente interessante ed ispirato, che non potrà che essere apprezzato dai fans della band.

Il nuovo album si apre con una canzone piuttosto interlocutoria, “Until the Fire”, ma già dalle successive, “The Island” e “Tower of Fire”, ritroviamo i Ladytron che abbiamo sempre conosciuto, con brani accattivanti e coinvolgenti. Assolutamente degne di nota anche “Paper Highways” e “The Animals”, l’atmosfera di “Run”, mentre “Figurine” è la canzone che possiamo definire “di punta” di questo album: splendida melodia e brano che già dal primo ascolto rimane impresso. Con “You’ve Changed” ci spostiamo su territori più elettronici; molto interessante anche la successiva – onirica – “Horrorscope”, tra gli episodi migliori di quest’ultima fatica in studio, a mio avviso convincente e con poche cadute di tono. Con “The Mountain” – altro ottimo brano – ci avviamo infine verso la conclusione dell’album, che ha in “Tomorrow is Another Day” il suo epilogo.

Cos’altro aggiungere? A distanza di anni ritroviamo i Ladytron ancora in splendida forma, con un lavoro che troverà sicuramente posto nella mia playlist di fine anno.

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