MOSTRI! Animali leggendari d’Italia

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In prossimità della magica Notte di Ognissanti ho sempre l’impulso di scavare nella memoria per recuperare qualche storia di quando ero piccola o, comunque, di trovare elementi capaci di rimettermi in collegamento con il meraviglioso.

L’anno scorso ho incontrato una “Custode di Mostri”. Cosa succederà questa volta?, mi chiedo.

In risposta alla mia domanda, ecco comparirmi davanti un moderno bestiario, creato da Francesco Boer, studioso di simbologia, e Alessandro Russo, mago dell’acquerello e profondo amante della natura e, già dalla copertina, capisco che non si tratta di un “semplice” libro per bambini. L’immagine è densa di simboli, mi ricorda certe tavole dei libri di alchimia… Sfoglio qualche pagina, leggo qualche riga dell’introduzione; mi piace l’idea che in questa epoca di attenzione, talvolta isterica, nei confronti di animali e ambiente qualcuno abbia pensato di preservare le creature fantastiche e il loro habitat naturale. E le illustrazioni: non sono un accompagnamento al testo; sono una dimensione in più della storia.

Insomma, finisco per fare due chiacchiere con gli autori.

Ci incontriamo in una piazza triestina (sono di passaggio, prima di partire per un tour di presentazioni che li porterà in varie regioni italiane) e beviamo qualcosa insieme.

“Gata Carogna” di Alessandro Russo

È Boer a raccontarmi com’è partito il progetto (realizzato tramite un crowdfunding che ha superato le più rosee aspettative) e come, dopo un intenso lavoro negli archivi di studi folclorici e mesi e mesi di ricostruzione iconografica e paesaggistica, è nato “Mostri! Animali leggendari d’Italia, il cui obiettivo è nientepopodimeno che quello di liberare le creature fantastiche dal dominio dell’irreale, rendendole più che mai vive e nuovamente signore del nostro immaginario.

Draghi, basilischi, serpenti dalle strane fogge, maiali, gatti e stambecchi sono solo alcune delle oltre cinquanta creature fiabesche che popolano questo atlante, come lo definiscono gli autori, e a ragione, perché qui ogni mostro è visibile nel suo ambiente e la sua storia è raccontata da un esploratore degli angoli più magici e remoti d’Italia che si è preso la briga di attualizzare la leggenda allo scopo di rendere il mostro “una presenza che si possa incontrare anche oggi, quando si passeggia per strade di campagna o per i sentieri nei boschi”.

Così, dallo Sgorbabò del Friuli Venezia Giulia (il preferito di Boer) al Tatzelwurm altoatesino (non a caso nome d’arte di Russo), dalla lombarda Gata Carogna – che, forse senza che io me ne ricordi, deve aver cercato di divorarmi l’anima molto tempo tempo fa – al Drago Marino della Liguria, il Thyrus umbro, i Draghi di Lazio e Campania, fin giù, al Bue Marino siciliano e alla Musca Macedda sarda, in “Mostri!” le terre italiane si ripopolano di meraviglia e sacro timore, quell’antico panico che, volendo recuperare il filo della tradizione, ci riporta a selve piene di creature mitologiche, nelle quali umano e divino si incontravano e giocavano a rincorrersi.

Inoltre, nel libro di Boer e Russo i mostri non muoiono.

“Abbiamo eliminato completamente la figura dell’eroe che uccide la bestia” mi spiegano. “Nelle nostre storie il mostro si salva sempre: il messaggio è che Natura e Civiltà non devono combattersi ma trovare un modo per convivere nel rispetto dei loro peculiari bisogni.”

“Mostri! Animali leggendari d’Italia” è reperibile su ordinazione in libreria. Per maggiori informazioni e acquistarlo online: www.fantanimalit.wordpress.com/  

“Caurascia” di Alessandro Russo

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