Naotodate: See You, Zed

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Le tre stimmate di Palmer Eldritch è, con Ubik, il romanzo capolavoro del grande Philip K. Dick. Si tratta di un autentico trip in cui si parla di viaggi alucinogeni attraverso l’uso di droghe e, in particolare, del Can D – usato dai coloni su Marte per entrare in una dimensione alternativa della realtà – e del ben più pericoloso Chew Z, importato appunto dal famigerato Palmer Eldritch dal ritorno dal suo viaggio interstellare. La storia entusiasmò addirittura John Lennon e Thimoty Leary che telefonarono a Philip K. Dick per dirgli che ne avrebbero voluto fare un film. Purtroppo per il momento non se ne è fatto nulla ma il libro continua ad ispirare le menti più illuminate dei viaggiatori cosmici come nel caso del toscano Nicola Savelli, batterista, percussionista, sperimentatore di suoni e membro del gruppo neo folk medievale dei Gargamella. Esce infatti una cassetta – See You, Zed, strettamente limitata a 50 copie e con cover che rievoca i mitici cerchi rossi di Urania – del suo progetto denominato Naotodate. La musica è molto sperimentale: la prima traccia – “Ready, Unsteady” – è un’industrial apocalittico che ricorda alcune cose di Maurizio Bianchi. La successiva “By The River Of Eskaton” si caratterizza per ritmiche secche e glaciali quasi electro-industrial. Il secondo lato si apre con  “C(at)haostrofe”, un brano strutturato su un loop noise cupo inframmezzato da ritimiche sghembe. La breve “See You, Zed”, chiude il disco con una sorta di raga post industriale che si avventura in territori inesplorati e ha un testo oscuro, allucinato ed inquietante che sicuramente deve qualcosa alla fantasia schizoide di Philip K. Dick.  Se seguite il post industriale italiano cercate questo nastro ne vale la pena. La cassetta si può richiedere scrivendo a [email protected] Album teaser: https://www.youtube.com/watch?v=0CIEvNye4Xc. 

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