Starcrawler: Devour you

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In apertura di recensione dell’ultimo Bleached, mi chiedevo che fine avessero fatto gli Starcrawler. Domanda leziosa, già filtravano nuove circa la lavorazione dell’ultimo disco. Che è Devour you, appena rilasciato da Rough Trade. Che è un disco punk. Ed è bello, perché ci sono delle canzoni gradevoli, che Arrow de Wilde interpreta con sicura nonchalance. Intendiamoci, ripropone quella fase di mezzo, quella delle Go Go’s e delle Bangles (“Tank top”), gli Starcrawler sono solo più “moderni” (e ci mancherebbe) ed un po’ più grezzi, o almeno così pare. Sono sinceri? E perché no? “Bet my brains” (primo singolo), “No more pennies”, “Hollywood ending” (co-produce Ryan Adams…) possiedono quella patina glam che te le fa piacere, e mica per forza. Poi che la de Wilde giochi a fare la Courtney Love ci sta (“Born asleep”), i tre che la spalleggiano, sopra tutto l’efebico chitarrista Henri Cash, le vanno dietro ed il risultato è positivo oltre alla media. L’etichetta ci ha messo del suo, affidando il quartetto alle esperte mani di Nick Launay, un inglese dal curriculum solido, Nick Cave e pure le L7 nel suo carniere. La sua “mano” si sente in “Rich taste”, brano appena più “adulto” di quelli che lo accompagnano: il suono è compatto, l’incedere è deciso, il futuro è loro. Los Angeles segna un ulteriore punto a suo favore, ora spetta a New York ribattere, magari con le Baby Shakes… 

 

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