Dolore: II – Fantasmi

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Lasciatevi suggestionare da titoli come “La triste storia della casa in fondo al viale”. O “Banchetto di spiriti insaziabili”. Gli sceneggiati dei settanta, quando c’era poca televisione e tanta qualità. L’horror italiano, le sue colonne sonore che hanno segnato un’epoca, e che hanno mantenuto intatto il loro fascino. Perché furono create ed eseguite da Maestri eccezionali.  

 Secondo capitolo del progetto di Giorgio Trombino, musicista dal c.v. lungo ed articolato; che ha messo a frutto in Fantasmi, dodici tracce intieramente strumentali (la raggelante voce di “Inutile fuggire” si fa a sua volta strumento), registrate in proprio, devote ad una esposizione fortemente visuale. Evocano, come detto, immagini, vedute desolate, periferie abbandonate, vecchie pellicole dai colori tenui, “polverosi”. Immerso letteralmente nel passato, in quel decennio richiamato sopra, dal quale trae ispirazione, metodo, forme. Ma la dark ambient di “Paese deserto” si fa carico di tramandare ai posteri la caduta inesorabile di qualche antico borgo montano, abbandonato al suo destino dall’avanzare inesorabile del progresso. Ed è una traccia che lega Fantasmi ad una attualità impoverita, nello spirito più (ma anche) che nella materia. E’ un disco di riflessione, Fantasmi, sincero, spietato nel suo osservare da lontano la fine che s’approssima. Ma v’è, di tanto in tanto, uno spiraglio di luce ad aprirsi, a concedere una nuova possibilità. Come una finestra orbata dalle imposte che lascia intravedere uno squarcio di cielo azzurrissimo, tra i muri scrostati di un edificio in rovina. L’ascolto in cuffia ci restituisce sfumature appena accennate, ed è la fantasia che ci guida in un lungo pellegrinaggio, nella nebbia, alla ricerca della casa in fondo al viale… 

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