Enkil, La Furnasetta: Industrial Archeology

0
Condividi:

Esce un interessante split – per la sempre attenta LUCE SIA – di Enkil e La Furnasetta. Il lavoro è una sorta di concept basato sulla riappropriazione, da parte della natura,  delle aree industriali dismesse. Riguardo ai 2 progetti che compaiono in questa cassetta – intitolata in maniera programmatica Industrial Archeology – non se ne sa molto. I Furnasetta sono avari di note e sembrano dei personaggi piuttosto sfuggenti. Sono di Casale Monferrato (Alessandria) e sono aperti a qualsiasi tipo di influenza. Il nome è ispirato a un artefatto industriale – una fornace -del 1872 nell’area di Casale Monferrato. Musicalmente le ambientazioni sono estremamente ruvide: possiamo ascoltare clangori metallici inframmezzati da voci e da rumori di origine ignota. Particolarmente inquietante il testo recitato da una voce femminile in “Schegge di un’estate senza fine” mentre “Submit” To Force” è caratterizzata da ritmiche industrial ossessive. Certo qualcuno potrebbe ritenere delle atrocità questo tipo di sonorità ma nondimeno – se contestualizzate – hanno un loro senso. Anche le note relative ad Enkil sono avare. Si tratta di un musicista che utilizza strumenti di legno, mollofoni, sintetizzatori al fine di ricreare le atmosfere dei luoghi in cui è nato, contraddistinti dal connubio fra natura e realtà industriale. Ha al’attivo un cdr – venduto solo nei suoi live – e ha collaborato anche con le Officine Schwartz oltre ad essere un membro di Black/Lava, progetto di cui in passato ho parlato. La musica è un noise industrial estremo che si ricollega a sonorità esplorate dai primi Eistuerzende Neubauten e dalle Officine Schwartz. Non manca una certa vena apocalittica in un brano come “Madre” in cui viene recitato un testo dal significato criptico. Disponibile su Bandcamp: https://lucesia.bandcamp.com/album/068-enkil-la-furnasetta-industrial-archeology.

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.