Test Dept live al Freakout Club, Bologna 20/11/2019

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Test Dept a Bologna – foto di Christian Dex

Nel mio percorso di “illuminazione sulla via dell’Industrial”, il concerto dei Test Dept a Firenze nel 1995 è stato una tappa fondamentale.

Era il tour di Totality, album in cui il combo inglese sperimentò un’interessante commistione tra industrial e techno-trance. Erano gli anni della acid house, di quella nuova, lunghissima “Summer of Love” che in Inghilterra catturò folle di giovani e affascinò i sociologi più alternativi della scuola britannica anni ‘90, come Mark Fisher, che videro in essa i segni di un neotribalismo, primitivo nei rituali ma estremamente tecnologico nelle forme espressive. Ammetto che la teoria era suggestiva ma la musica di quella scena, per usare un eufemismo, mi ha sempre fatto schifo. Anche alcune prove dei Test Dept del periodo (es. i remix collezionati nell’album Legacy), mi lasciarono un po’ tiepido, mentre il concerto di Firenze mi conquistò senza se e senza ma. Poi il gruppo di lì a poco si sciolse, tornando ufficialmente alla ribalta nel 2019, più di vent’anni dopo, con un album strepitoso.

Disturbance suona infatti fresco e moderno, tutt’altro che un lavoro retrò e di “nostalgia” per il suono degli anni ’80 e ’90. Al contrario, esso propone una riuscitissima interpretazione di ciò che è (o dovrebbe essere) la musica industrial nel 2019: una sintesi tra dissonanze organiche, musica concreta, ricerca d’avanguardia con un’elettronica moderna, altamente tecnologica, pulsante, ipnotica e irresistibile nei suoi momenti più ballabili.

Con queste premesse era ovvio che le mie aspettative per il concerto dei Test Dept fossero altissime. Questo tour italiano è stato poi abbastanza sfortunato per il gruppo, con due date su tre annullate per motivi ancora poco chiari.

Fortunatamente il concerto di Bologna è stato confermato. Il luogo dell’evento – il Freakout Club – è una specie di centro sociale, simpatico ma piccolo, con un palco abbastanza stretto. Mi ricordavo poi un impianto audio non esaltante, ma almeno stasera i suoni sono stati accettabili. Lo spazio angusto ha obbligato i Test Dept a calcare la scena stando ammassati ad un’ingombrante e affascinante costruzione metallica, una sorta di moderno “intonarumori” figlio di una strana commistione tra tecnologia e materiale da discarica. Da questo infatti i due membri storici del gruppo inglese, Paul Jamrozy e Graham Cunnington, hanno prodotto ritmi ossessivi, percuotendo lastre di metallo, molle, lamiere, pezzi di acciaio collegati a campionatori.

Test Dept a Bologna – foto di Christian Dex

Più che un concerto, i Test Dept hanno dato vita ad un vero e proprio rito post-moderno, vista l’intensità dei suoni e la pienezza di stimoli che hanno letteralmente travolto i presenti. Oltre alla musica infatti, per tutta la durata del concerto sono stati proiettati video curatissimi, molto espliciti nel loro intento di denuncia sociale (quando non di critica esplicita verso Donald Trump, Boris Johnson e tutto il partito conservatore britannico, a cui nel video la band ha riservato una bella scritta “Fuck the Tories”!).

Il gruppo si è presentato con quattro elementi sul palco (in realtà a Bologna c’era una quinta persona, ma presumo si trattasse di un tecnico del suono), con Gergely “Greg” Konrády agli effetti e ai campionamenti, la bravissima percussionista Zel Kaute e i due membri storici, i già citati Paul Jamrozy e Graham Cunnington. Questi ultimi sono sembrati un po’ segnati dagli anni: Jamrozy è apparso un po’ appesantito e sembrava soccombere sotto il peso del suo enorme tamburo; Graham Cunnington è poi affetto da una dolorosissima forma di artrite reumatoide. Non si sono però assolutamente risparmiati in quanto ad energia prodotta e soprattutto hanno dimostrato un carisma straordinario. 

I Test Dept hanno dato vita così ad uno show intenso, trascinante durante i pezzi più ritmati, intrigante in quelli più atmosferici. 

Il concerto non è stato lunghissimo e ha riproposto principalmente i pezzi di Disturbance. Si è aperto con “Full Spectrum Dominance”, in una versione così energica che era impossibile restare fermi; la stessa energia è stata trasmessa ovviamente in brani come “Information Scare”, “Landlord” nonché in “Two Flames Burn” dove Jamrozy e Cunnington hanno cantato a piena voce quello che nell’album è solo un sample, ovvero il condivisibilissimo slogan “No Trump, No KKK, No Fascist USA!”.

I momenti più atmosferici sono stati invece riservati a brani come “Debris” o “Gatekeeper”, insieme a “The Fall from Light”, il brano che apriva lo storico album Beating The Retreat del 1984. Il concerto si è chiuso con un solo bis, in cui è stata suonata “Speak Truth to Power”, sempre da Disturbance. In totale circa 70 minuti di grandissima musica, con tutto il pubblico che, sebbene abbia richiesto inutilmente altri bis alla band, è uscito entusiasta da questa eccellente performance. Non a caso il banchetto del merchandise è stato letteralmente preso d’assalto dai presenti. I membri del gruppo si sono poi dimostrati estremamente gentili e disponibili, chiacchierando amabilmente con tutti e firmando autografi (e vado molto fiero del mio poster autografato da Jamrozy, Cunnington e Konrády!).

Cosa dire d’altro se non che questo per me è senz’altro il concerto dell’anno? Tornate presto in Italia Test Dept!

Test Dept a Bologna – foto di Christian Dex

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