Antico Lunario: Antico Lunario

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Antico Lunario è un progetto di musica antica e folk nato nel 2017 attualmente composto da Francesco Ronchi (ex Holocene e Sundale) e dal polistrumentista Iven Cagnolati. Ora viene pubblicato un EP intitolato Epitaffio. La formazione ha subito diversi avvicendamenti durante la sua esistenza. Nel comunicato stampa si parla di folk e neo-folk, neoprogressive, musica medievale e dalle reminiscenze celtiche. Insomma tanta carne al fuoco anche se non ho esattamente ritrovato tutti questi riferimenti. Non siamo sicuramente in presenza di un gruppo neo-folk ma di folk e del cosiddetto new progressive non c’è traccia. Semmai ho trovato influenze di psych-folk e, in questo senso, la loro ricerca non è poi così lontana da quella fatta dai No Strange, un nome storico della psichedelia italiana, nel recente Mutter Der Erde. La musica degli Antico Lunario può far venire in mente anche gli Hautville, altro nome italiano che esplora sonorità folk popolari contaminate con il progressive italiano. Sicuramente traspare l’intento di recuperare le tradizioni del folklore “popolare”. La prima traccia “We Wil Go Home” è basata su una precedente versione presente nel film King Arthur ed è strumentalmente molto ricca con la presenza di chitarre, basso, arpa, tamburi e percussioni idiofone. Un vento minaccioso introduce la successiva “Silvestre Lambire” che si avventura in territori prossimi alla musica antica. Il “feeling” generale tende verso atmosfere incantate di tempi perduti e fa immaginare castelli maestosi. Alcune delle tracce presenti come “Sulla trepidazione”, “Della risacca che culla” e la conclusiva “Epitaffio” sono state riarrangiate per l’occasione da Iven Cagnolati e Francesco Ronchi. In Epitaffio abbiamo modo di ascoltare l’euro, uno strumento a corda costruito da Iven Cagnolati. L’EP è acquistabile sul Bandcamp della band o scrivendo su facebook sulla loro pagina: https://anticolunario.bandcamp.com/releases.

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1 comment

  1. Daniele Barbieri 22 Marzo, 2020 at 12:33

    Breve album (EP) che ho particolarmente apprezzato. Il gruppo ha mescolato tanti generi diversi in questo disco e sicuramente dovranno tracciare un sentiero maggiormente definito, ma gli ingredienti che ho potuto ritrovare durante l’ascolto sono molto interessanti e nel loro genere, freschi. Serviva in Italia un gruppo che unisse progressive e folk con varie influenze dalla musica antica. Vediamo cosa ci riserveranno in futuro!

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