Ho sempre considerato gli :Of The Wand And The Moon: di Kim Larsen una sorta di cover band dei Death In June. In realtà siamo di fronte ad un artista integro e onesto che ha saputo comporre musica di buon livello. Il problema è che, stilisticamente, i suoi dischi ricordano troppo da vicino quelli della Morte in Giugno senza per questo possederne la magia. Forse le cose migliori le ha fatte all’inizio della carriera con l’esordio Nighttime Nightrhymes del 1999. Come nella migliore tradizione del genere neo-folk, negli :Of The Wand And The Moon: rivestono molta importanza tematiche come la riscoperta del Paganesimo e l’interesse per le Rune. Ora esce Bridges Burned and Hands of Time, una raccolta di brani rari usciti su singolo, provenienti da tributi oppure versioni alternative di brani noti che ripercorre la carriera ventennale di questo progetto danese. Non mancano in verità, ferme restando le considerazioni fatte in precedenza, momenti pregevoli. La traccia iniziale “Death Rune” è caratterizzata da un vento minaccioso e da un organo oscuro che ci porta dalle parti dei Death In June sperimentali di The Wall Of Sacrifice e dei grandi Les Joyaux de la Princesse. Devo ammettere che la qualità di queste composizioni è buona: la pacata “Ja Boga Ne Videu”, la cupa “A Funeral For Solance”, la decadente “A Cancer Called Love” (che non avrebbe di certo sfigurato in un disco dei Death In June) o l’intimista “Times Out Of Reach” testimoniano una scrittura felice seppur manierista. Il problema è che, via via che si proced con l’ascolto, sopraggiunge un effetto soporifero: il tutto suona troppo uniforme anche se non mancano buoni spunti come “Shine Black Algiz” e “I Crave For You”, peraltro questa canzone è presente, in un’altra versione, in Nighttime Nightrhymes. Se vi piace il classico neo-folk questo disco farà sicuramente per voi anche se, personalmente, preferisco l’originale alla copia. Disponibile su Bandcamp: .https://tescogermany.bandcamp.com/album/bridges-burned-and-hands-of-time-music.