Voltumna: Ciclope

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Il suono di Ciclope è lancinante, colpisce e taglia con chirurgica perizia. Ed incute timore, essendo esso possente, maestoso. Immenso. Anche quando il ritmo si fa parossistico, l’impeto viene governato con lucida determinazione e nulla si perde in impatto, in densità. Le tastiere irrorano di sangue queste tessiture elaborate, il terrore cosmico affonda nelle viscere, strappa l’anima, obnubila la ragione. V’è disperazione nella voce, ma pure fierezza. I Voltumna ricorrono alla narrazione epica, funzionale allo svolgimento del tema lirico, al conseguimento di un fine preciso. Coinvolgere l’ascoltatore, renderlo partecipe del dramma. Se il metal epico ha oggidì ancora un senso (cito il genere prendendomi più di qualche licenza…), è per merito di complessi come il trio viterbese, letteralmente calato in una dimensione espositiva della quale si è appropriata da anni. “Damnatio Sacrorum”, “Disciplina etrusca”, Dodecapoli” le tappe di una marcia di avvicinamento inarrestabile. Un tracciato delineato, i limiti del quale sono stati identificati dalla Storia. Sovente ingiusta nei confronti del popolo Etrusco, mala sorte riservata allo sconfitto. Lo sappiamo. Rimediamo, anche facendoci forza coi Voltumna. Il centro focale di Ciclope, un disco che po’ sfidare, con consapevolezza, i plurinominati analoghi di tanti insiemi stranieri, i quali godono di considerazione aggiunta solo perché tali, è la competenza dei suoi Autori. Non commettiamo l’ennesimo errore. La prova è racchiusa in “Sublime astral conception”, canzone magnifica. Scopritela. E con essa Ciclope intiero. 

Line-up: 

Phersu – Bass, Vocals / HaruspexGuitars, Vocals  / Auguri VeiiDrums 

 

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