AA.VV: The Lighthouse Saga

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L’inizio del 2020 ci porta The Lighthouse Saga, una compilation pubblicata dal’etichetta russa ScentAir Records: le liriche di ogni pezzo sono state scritte dalla poetessa nonchè nostra collaboratrice Lory Fayer e musicate da gruppi di vari paesi. I testi raccontano una sorta di saga romantica con i protagonisti romantici per eccellenza, una sirena e un marinaio. Essi illustrano l’amore fra i due, iniziando dallo struggente richiamo della magica creatura che cerca il suo marinaio, mentre sullo sfondo si delineano rive incantate se pur pervase di malinconia, per giungere, dopo il crollo doloroso di ogni illusione e la fine delle speranze, ad un’unione delle anime, il superamento del mondo materiale e il trionfo del sogno. È stata proprio Lory ad offrire le liriche ad artisti da lei ritenuti adatti a interpretarle e metterle in musica e i risultati hanno dimostrato la validità delle sue scelte: alla compilation hanno partecipato esponenti più o meno noti della scena dark internazionale e, ognuno di loro, si è ‘appropriato’ delle sue parole, costruendo per loro involucri di armonia. Apre la ‘lista’ la greca Elisabeth Kotronia, del progetto En-Garde, con la sua raffinata modalità ‘classicheggiante’ che, in “Sirens Sing for Love” si fa interprete dell’anelito di amore della sirena. Poi, con “The Lighthouse Dream” ritroviamo una collaborazione già nota, quella fra Lory, qui presente anche nella parte vocale, e Roman Rütten di Silentport, che sa conferire al brano la giusta dose di tetra evocazione mentre “Lost Sailor” si avvale del lavoro di Winter’s Course, progetto originario del lontano Regno del Bhutan, con la voce inconfondibile della grande Francesca Nicoli; l’unico pezzo in italiano, “Al di là del Mare”, è quindi a cura di Deus Faust, aka André Savetier e Raymond Nelson, che rivestono di morbidi scenari e struggenti note di piano le toccanti parole. Poi, con il risveglio – “Awakening” – e l’infrangersi dell’illusione, Eirēnē con la produzione di Paris Alexander offre un breve, spettrale intermezzo e dopo, Afterglow ammanta di oscurità quella che è divenuta ormai una prigione per l’anima (“From Our Prison”) mentre Cendre Froide confeziona un arrangiamento postpunk per “Mal de Mer”. Nouvelle Culture e Carissa Denèe cantano solitudine e disperazione in “Tomorrow became never” e il mood non cambia in “A Promise Left Behind” musicata dal messicano Condemnatus; subito dopo, l’act portoghese The Dreams Never End con Sandra Pereira disegna la più drammatica delle atmosfere per “Dangerous Game” e SADÆMØN, progetto molto amato da Lory, colloca in uno sfondo celeste le suggestive parole di “Until the End of the Years”. La triste vicenda della sirena e del suo marinaio giunge infine al termine e sono i Vestfalia’s Peace a dar vita a uno degli episodi più belli, “The Ghosts of the Lighthouse”, romantico ed evocativo, mentre “Play a Serenade to the Moon” e “My Little Siren”, arrangiate rispettivamente da Antipole con Eirēnē e Paris Alexander e da Silentport concludono con pathos e lirismo un disco che ci farà sognare… e non solo.

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