LAMORI: Neo noir

0
Condividi:

 

I LAMORI sono finlandesi. Suonano gothic metal. Non trattasi certo di novità, considerata la folta schiera di illustri colleghi/connazionali che possono vantare. Riescono però a sintetizzare le varie anime del “genere” risultando infine convincenti e, perché no?, originali (entro i limiti tracciati, ovviamente). Gli anni trascorsi dalla genesi del gruppo (prima come L’Amori Acoustica, poi L’Amori, con l’attuale denominazione dal 2016, anno di pubblicazione per WHD del secondo album “To die once again”) hanno portato profitto, risultando la scrittura e l’esposizione di Neo noir solide e valorizzate da un’ottima produzione. Il cantante Matias Juselius insiste su un timbro profondo, le chitarre di Marcus Pellas duettano con delle tastiere (Jens Wickholm) presenti ma mai invadenti, mentre la sezione ritmica (Emanuel Sanchez alla batteria e Mikael Westerlund al basso) mostra brio ed inventiva, sia in episodi più veloci come “Wild within”, canzone che denota un approccio assai classico al goth/metal, che in quelli più meditati (la pomposa e grintosa versione di “The scientist” dei Coldplay che chiude la tracklist, una scelta coraggiosa che va lodata). Che i progressi, rispetto al disco summenzionato, siano evidenti lo denotano l’opener (singolo e relativo video) “An angel by your side” (380mila visualizzazioni nel solo primo mese di pubblicazione), un cadenzato accattivante che poggia su un cantato introverso e su un impianto sonoro scurissimo, “The evil inside of me” e la svelta “Born to lose”, un trittico iniziale di spessore che introduce Neo noir denunziando inoltre un’inclinazione radiofonica che auspico vedrà un seguito (nella loro Patria, molto ricettiva, sicuramente). Quest’ultima vanta un bell’assolo di Pellas che spezza la tensione narrativa introducendo ad una porzione più articolata; un dinamismo che espone la volontà del quintetto di evadere da schemi ormai consolidati. “Fade out of time” possiede un impianto maturo mentre l’altro singolo, “Heaven ain’t for us” gioca con l’elettronica e su ritmi più distesi, palesando una varietà che ben dispone l’ascoltatore. Tra tanta opulenza, anche due buoni esercizi come “Going down” e “Wild within” potrebbero non risaltare come meritano, segno evidente del buon “peso” che contraddistingue Neo noir. Una sicura conferma, non circoscrivibile ai die hard fan del gothic metal.

 

 

Per informazioni: http://www.wormholedeath.com
Web: http://www.lamorimusic.com
Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.