Lordi: Killection (A fictional compilation album)

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Killection. Decimo disco di studio dei Lordi. A fictional compilation album. Ma che significa, cosa ci serba la cricca finlandese? Una raccolta di brani concepiti dagli anni settanta fino ai novanta? Ma è possibile? Sì, tutto è possibile. “Zombimbo” è stata “rubata” dai Kiss e trasfigurata in “I was made for lovinyou”, credetemi. Decisamente, questo è il disco più “strano” (?) dei Lordi. Bizzarro pure scriverlo, o solo pensarlo. Ma è realtà. Certo, la “loro” realtà. Abbondano i refrain perfetti, i ganci melodici che cuciono assieme le varie parti di ogni singola canzone, gli inni irresistibili sui quali hanno edificato il loro successo. Le fondamenta di uno stile inconfondibile. “Horror for hire”, “I dug a hole in the yard for you e “Shake the baby silent” appartengono al repertorio “classico” del quintetto, poggiando su quell’immaginario horror rock che ha decretato la loro fortuna. Giusto che sia così. Killection è datato 2020. La produzione, il suono, sono quelli degli anni venti del nuovo millennio. Ma l’approccio, quello è davvero ancorato al passato. Il grande rock/hard rock da stadio, americano fino alle viscere ma riveduto e corretto da un uomo del Nord. “Apollyon” e le sue tentazioni pomp-rock orchestrali, “Like a bee to the honey” che riscrive le regole dell’A.O.R. ed ove nella porzione finale fanno la loro comparsa un sax e gli Wang Chung della colonna sonora di “To live and die in L.A.”, se non fosse per quel ghigno che rimette le tessere del puzzle al loro posto. La Finlandia dei grandi spazi, gli stessi che si attraversano tagliando da est ad ovest (o viceversa) gli Stati Uniti. Il nastro d’asfalto che pare non finire mai, il cruscotto bollente, la radio accesa sintonizzata sulla frequenza di una delle tante stazioni FM di rock “classico” (“Blow my fuse”), lo speaker che biascica nel microfono. Rock’n’roll. “Scream demon”, quando l’astro calerà, e la notte s’impossesserà delle nostre anime, delle nostre paure… E’ allora che i Lordi escono dalle loro tane. Lupi finnici trapiantati nel cuore degli States. Killection esce al compimento del ventottesimo anno di attività della band. Ed è, credetemi, il loro miglior disco di sempre. Le tastiere di Hella protagoniste (Cutterfly” mostra un’inclinazione melodica straordinaria), le tessiture robuste delle chitarre di Amen (“Up to no good” fra Quiet Riot e Ratt, le scorie death di “Evil”), la batteria tonante di Mana, il tempismo perfetto del nuovo entrato Hiisi, calato a dovere nella sua parte. Eppoi Lui. Mr. Lordi. Hard rock (hallelujah)! 

Per informazioni: http://www.afm-records.de
Web: http://www.lordi.fi
TagsLordi
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