Lûv: I giorni della balena

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Lûv è un progetto che vede coinvolto Carlo Baja Guarienti, già conosciuto quale sodale di Davide Borghi negli Albireon. Quivi Carlo è impegnato, oltre che alla sua chitarra, al canto ed ad altri strumenti (ocarina, flauto irlandese, flagioletto) funzionali alla narrazione de I giorni della balena. Che è opera che segna l’esordio di Lûv (le prime registrazioni risalgono addirittura al 2016, evidentemente il percorso è stato lungo e meditato) collocandosi nell’alveo del folk cantautorale. Ove conta più la parola che la musica; mani esperte forniscono il contributo essenziale d’un tappeto sonoro discreto e ricco di sfumature, non vi compaiono virtuosismi e l’incedere delicato delle acustiche viene supportato da una viola dolcissima e da percussioni che si tengono volutamente sullo sfondo. Ne deriva un corpo armonico ben più solido di quanto ci si possa attendere: la voce narrante crea un contatto/contrasto fra le singole canzoni, spetta poi a queste guidare la nostra fantasia lungo rotte esotiche, suscitando magari memorie di letture giovanili. Lûv è il lupo, nel dialetto della montagna reggiana, come lôf lo è per noi Friulani, ma queste sono Storie di mare che ci conducono in porti di terre lontane, sconosciute, che oggi non sono più, pur troppo, tali, perché tutto ci pare noto, raggiungibile comodamente da casa nostra. Lupo e balena, Amici e Nemici dell’uomo, depositari di sapienze antiche, relitti alla deriva di un Passato che è appena ieri, non dimentichiamolo! I giorni della balena evoca serate trascorse davanti al camino ove ruggisce il fuoco, stretti l’uno all’altro per vincere il gelo, intenti ad ascoltare i racconti degli anziani, come le appresero i nostri nonni. Vicende di viandanti giunti per caso o per disegno del Destino in villaggi assediati dall’Inverno, in cerca di una patata, di un uovo, di un pagliericcio, in cambio solo la Parola. La Conoscenza. Paiono, e lo sono, trascorsi secoli, immaginando rotte che mai percorreremo, mentre le faville che salgono dai ceppi attizzati si trasformano in stelle. Ne avremo ancora, da narrare, di imprese eroiche o semplicemente folli e di lande incognite?  

 Lûv sono: 

Carlo Baja Guarienti: voci, chitarra, ocarina, flauti 

Ugo Mortari: chitarra, armonica, voci, cajon 

Mario Asti: flauto, chitarra, voci 

Zhanna-Mari Kuatova: viola 

 

Voce narrante: Raimondo Benzi 

Effetti e percussioni: Valerio Carboni 

 

Per informazioni: http://www.facebook.com/Luvfolk
Web: http://www.Luvfolkband.bandcamp.com
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