Nāda Mushin: Mono No Aware

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La Krysalisound pubblica Mono No Aware, un disco di musica ambient del progetto Nāda Mushin (dietro a cui c’è il musicista Paolo Iannantuoni) che, sin dal nome, si riallaccia a filofosie misticheggianti. Nello specifico, il termine Nāda Mushin si riferisce a un sistema metafisico Indiano secondo cui la natura del cosmo è fatta di vibrazioni. Attraverso la musica è quindi possibile raggiungere la profonda unità fra il cosmo esterno e quello interno. In particolare il termine Mushin designa uno stato mentale raggiunto durante la meditazione Zen e Doaist in cui si sperimenta la pura assenza di coscienza. Si tratta di teorie di certo non nuove in ambito di “deep music” e non lontane da certa new age deteriore. Già il grande Deuter, nella sua sterminata produzione, ha esplorato questo filone. Dico subito però che non siamo in presenza di una vuota musica da supermercato. La musica di Nada Mushin si pone invece nel solco della migliore musica ambient. La struttura delle composizioni è basata su loop eterei ed evanescenti creati dale chitarre trattate, dall’elettronica e dai suoni catturati tramite la tecnica del “field recording”. Il risultato finale è realmente ipnotico e profondo. Le ambientazioni sono cupe e minimali: vengono evocati paesaggi tristi avvolti da una nebbia perenne che fanno trasparire le emozioni più sincere di quest’artista. In realtà non siamo molto lontani da certe sperimentazioni di Asmus Tietchens e di Vidna Obmana. Durante l’ascolto mi è venuto in mente un disco come Motives For Recycling pubblicato insieme proprio dai 2 musicisti citati. Disponibile su Bandcamp: https://nadamushin.bandcamp.com/album/mono-no-aware.

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