Pleasure Symbols: Closer And Closer Apart

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Dopo il bell’Ep del 2016, la band australiana Pleasure Symbols, composta oggi da Jasmine Dunn and Steven Schnorrer, ha pubblicato mesi fa il primo full length Closer And Closer Apart, cui non si poteva non dedicare attenzione. Lo stile che caratterizza la loro musica si è evoluto nel senso di un’ispirazione ’80 dai suoni ‘dreamy’, fortemente dominata più da note liquide di chitarra e dal basso che dal synth; le atmosfere sono forse meno glaciali ma immancabilmente fosche e anche inquietanti, soprattutto là dove il basso ne scandisce i momenti pregnanti con il suo cupo rimbombo. Apre “Endless” su scenari tenui e tristissimi, mentre la voce assorta di Dunn indugia su tonalità trasognate e armoniose. Subito dopo, “Dissociation” opta per sonorità più incisive che il basso definisce con forza – ma anche la chitarra a tinte shoegaze emerge con grande carattere! – e “Image Reflected” prosegue sulla stessa linea aggiungendovi una melodia fra le più efficaci; “Heavy Breathing” accelera in direzione di un piacevole ritmo ballabile. Bella anche la seguente “Chain of Love”, con fluide note di chitarra che disegnano il più oscuro dei paesaggi, mentre “Death and Between” è nuovamente ‘pilotata’ dal basso intenso, pur se, in chiusura, prende il sopravvento una chitarra struggente. Infine, bypassata la più convenzionale “Autonomy”, “Swallow Whole” conclude con eteree visioni di sogno un album ancora alla ricerca di una identità ma sicuramente non privo di pregi.

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