Bat For Lashes: Lost Girls

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Lost Girls è il quinto album di Bat for Lashes, il progetto di Natasha Khan di cui ci siamo interessati anche in passato. Dopo i giudizi positivi ottenuti dal precedente  The Bride le attese erano alte e, tutto sommato, non sono andate deluse. I dieci brani di Lost Girls dichiarano un debito con gli anni ’80 più percepibile che negli scorsi lavori. Rispetto a The Bride, le atmosfere sono sicuramente meno depresse, le sonorità più fluide, spesso adatte al dancefloor e la tematica del disco – ebbene sì, anche questo è un concept – si aggira intorno a ‘ragazze perdute’, tirando in ballo vampiri ed altri ‘topoi’ cinematografici; del resto lo stesso titolo fa riferimento alla pellicola di Joel Schumacher del 1987 che si chiama, appunto The Lost Boys e l’attitudine ‘cinematica’ di Natasha Khan è stata riconosciuta da molti. Si inizia con “Kids in the Dark”, traccia dalla fitta trama ‘sintetica’, un mood ‘romanticheggiante’ e un sapore decisamente ‘vintage’ che precede la svolta oscura di “The Hunger”, uno degli episodi più significativi, scandito da una ritmica vagamente tribale; poi, “Feel for You” reintroduce melodica leggerezza, pur abbinata ad un ritmo davvero estroso e la seguente “Desert Man” offre l’occasione alla nostra di spiegare tutte le sue doti canore in un brano di grande pathos. Ma in “Jasmine” la tradizione ‘80 ritorna pressante con il synth luminoso alla Simple Minds e anticipa l’atmosfera cupa di “Vampires” in cui le note intense del sax sono un dettaglio di prim’ordine. Quindi, bypassata la vivacità ‘ammiccante’ di “So Good” e la melodia un po’ ‘scaltra’ di “Safe Tonight”, troviamo la bella “Peach Sky” e il suo fantasioso arrangiamento; infine, “Mountains” conclude con un piano pacato e un sognante paesaggio ‘sintetico’ un disco gradevole, assolutamente in linea con i livelli cui Bat for Lashes ci ha abituato.

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