Huge Molasses Tank Explodes: II

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Suscitano immediata simpatia, col nome che si sono scelti, gli Huge Molasses Tank Explodes da Milano (googolate e la vostra curiosità riceverà immediata soddisfazione). II si apre con un brano dotato di un “tiro” pazzesco come “Unpainted sky”: voce impostata su canoni codificati dalla new-wave più austera a noi tanto cara, arsenale strumentale che via via si arricchisce di intuizioni space-psichedeliche, le stesse che fanno lievitare i nove brani che formano la tracklist portandoli in alto, in volo sulla California dei sessanta, appena prima che il sogno svanisse sotto i colpi di un assai brusco risveglio. Guidate dalla sezione ritmica e corroborate da una chitarra incisiva ma sovente “di lato” (“The run”), queste canzoni si fanno piacere anche in virtù di una spigliatezza e di una (apparente) semplicità d’esposizione lodevoli. Gli HMTE si mostrano pronti ad ampliare la prospettiva condividendo pulsioni con i Kula Shaker più attenti alla forma, come nella dreamy “High and low”, ma alla calma segue una porzione di corsa bella spedita come “No one”, attraversata da un bagliore accecante come lame di luce. “So much to lose” indossa pesanti e grigi pastrani, un episodio di rottura che precede la bucolica “Giving up the ghost” generando un contrasto netto, in viaggio tra Sheffield e la Liverpool dei Beatles infatuati dall’India; “Plain” chiude abbandonandoci tra cascate di particelle shoegaze. Emerge tra le note di II un certo autocompiacimento, ma concediamoglielo pure. Da ascoltare con attenzione, meglio in cuffia. 

Per informazioni: http://www.facebook.com/RetroVoxRecords
Web: http://www.facebook.com/hugemolassestankexplodes
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