INNO: The rain under

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The rain under possiede un’anima genuinamente dark, serbata nell’intimo di dieci brani magnificamente interpretati dalla splendida voce di Elisabetta Marchetti (ex Stormlord e Riti Occulti). La quale firma pure un dipinto allegato alle prime settantacinque copie che verranno acquistate in pre-ordinazione. E’ il concetto ormai in disuso di “manufatto”, di oggetto prezioso che ben si addice a The rain under. Operato da un quartetto esperto (con Elisabetta, Cristiano Trionfera alle chitarre, Marco Mastrobuono al basso, Giuseppe Orlando alle percussioni, i due ultimi anche responsabili dell’ottima produzione, ritengo sia superfluo elencare le band dalle quali provengono o nelle quali hanno militato) che non si adagia sui passati allori, impegnandosi con profitto nella realizzazione di un’opera che, va sottolineato, s’innalza a statura internazionale, potendo competere senza tema anche con acts più celebrati (sì, anche con gli Avatarium che tanto apprezzo). Permeato d’una spontanea austerità, offre prove di talento, e pure di coraggio, come il confronto con “High hopes” dei Pink Floyd risolto con gusto e competenza in una ballata chiaroscurale, una magnifica progressione che eleva il doom ad Arte. Certo l’esperienza giova, ma il complesso non ne fa un baluardo, cercando in vece nel confronto e nella partecipazione spunti importanti da mettere a frutto (si ascolti l’imperioso gothic-metal di “Night falls”). Ne deriva un’attenzione particolare alla “costruzione” dei singoli brani che vanno a formare infine uno splendido affresco unitario; temi che si ripetono, che si frantumano in mille parti per poi ricomporsi, un suono che si fa colata lavica, ribollente, ma che non rinunzia all’afflato lirico e nemmeno alla fantasia (“Pale dead sky”) apportata in buone dosi dall’esuberante sezione ritmica. La sintesi perfetta di decenni di dark/doom sound (Pale Forest e Decoryah sono dei riferimenti da tenere in considerazione). Intrigante davvero è l’artwork, annoto che il mastering è stato affidato alle sapienti mani di Jacob Hansen. 

 

 

Per informazioni: https://www.facebook.com/innoofficialpage/
Web: http://www.timetokill-records.com
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