King Dude: Full Virgo

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Thomas Jefferson Cowgill in arte King Dude è un musicista dark-folk proveniente da Seattle. Siamo sicuramente di fronte ad una personalità forte. Ha un passato in ambito black-metal in quanto è stato membro dei Book Of Black Heart. Ma ha ancora agganci con quel mondo: di recente ha rinunciato ad aprire i concerti dei Taake dopo le violente accuse di fascismo rivolte al gruppo black-metal norvegese in quanto fortemente contrario ai discorsi politici all’interno dei suoi show. Però in passato non aveva avuto problemi a suonare con i Death In June. Kind Dude si autodefinisce in effetti un ”Luciferiano” ovvero appartenente a quella corrente satanista che considera Lucifero un angelo ingiustamente cacciato dal cielo e di cui si attende il ritorno sulla terra. Lucifero viene considerato da luciferiani un principe del bene e non viene identificato con Satana ma come l’Eone della conoscenza. Ora esce Full Virgo, il suo ottavo disco nel solco di sonorità folk oscure e intime. Potremmo definire King Dude una sorta di Johnny Cash in nero. La sua voce è calda e anche l’interpretazione è convincente mentre la musica è un dark-folk imbevuto del lato oscuro e occulto dell’America. Dopo la breve “Intro (A Shadow’s Theme”, uno strumentale nello stile dei Death In June più marziali, è la volta della stupenda “My Rose By The Sea (Satyr Boy)”, una ballata folk che parla di amore. La successiva title-track è molto minimale e gotica, con le tastiere che disegnano arabeschi onirici. Con “Forty Fives Say Six Six Six”  torniamo subito in territori folk imbevuti di cultura americana. Il ritornello in cui viene ripetuto “Six Six Six” mi ha ricordato “Lucifer Over London” dei Current 93. “The Satanic Temple” è sempre una ballata folk sulla stessa falsariga. In “Forgive My Sins” troviamo invece il pianoforte in evidenza con il nostro nei panni di un Nick Cave dell’Apocalisse. Dopo il folk frizzante di “Make Me Blind” si ritorna dalle parti del Re Inchiostro con la struggente “A Funeral Song For Atheist”. La conclusiva “Something About You” poteva essere perfetta come colonna sonora della serie Tv “True Detective”!. In definitiva King Dude si conferma un grande artista, un menestrello in nero che canta temi come la morte e il dolore. Caldamente consigliato agli amanti del folk oscuro e della buona musica. Disponibile su Bandcamp: https://neraterrae.bandcamp.com/album/scenes-from-the-sublime.

 

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