Laura Schen: Moonworld

0
Condividi:

Quarto album per Laura Schen e quarto viaggio, per chi la conosce, nel suo mondo lunare e sospeso: il titolo, Moonworld, rispecchia in pieno il mood di questa musica ipnotica, forse un po’ cerebrale, ma ben capace di suscitare fantasie e visioni. Diversamente dal precedente Metamorphosis  la musicista opta qui per una formula meno orecchiabile, con influssi ‘cosmici’ o dark ambient: uno stile sicuramente meno accessibile ma di certo più impegnativo e, a mio avviso, anche più interessante. Vediamo in dettaglio. “Mooneyes” esordisce con orizzonti, appunto, tipicamente ‘cosmici’ animati poco dopo da una ritmica secca e nervosa e dal bel canto, che ritroviamo oggi in forma ancora migliore: Laura Schen non ha doti vocali straordinarie ma utilizza il suo ‘strumento’ con intelligenza, traendone suggestioni reali. Quindi, i suoni dell’ottima “New Water”, di stampo decisamente ‘cinematico’, suscitano una tensione palpabile, mentre la voce penetra abilmente nelle nostre paure recondite e “Diamond” torna a scenari ‘siderali’ ravvivati da efficaci sonorità dissonanti e dalla riuscita parte vocale, tanto che l’effetto è tutt’altro che uniforme. Poi, “New Perspective” inietta nuova linfa con una ritmica assai più incalzante e una prestazione canora di grande incisività, mentre la successiva title track si allinea con tratti più oscuri vivacizzando l’andamento nella seconda parte; “Under the Skin” sperimenta sfumature techno e tonalità vocali di notevole sensualità. Infine, “Romantische Hypnose” conclude con un’intrigante ‘miscela’ elettronica, dalla quale non si può che lasciarsi trasportare in totale abbandono, un disco valido, che mette in luce la maturità e l’originalità di questa musicista ormai pronta per il successo.

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.