Lo stesso anno che ha visto l’uscita dell’ultimo travolgente lavoro dei Rammstein, troviamo Till Lindemann in un altro valido disco che, ai fan della band, non potrà non riuscire gradito. Non si tratta di un debutto, in quanto lui e Peter Tagtgren, con il moniker Lindemann, avevano già pubblicato cinque anni fa circa Skills in Pills, album un po’ scialbo caduto presto nel dimenticatoio fra le recriminazioni dei tanti che aspiravano a una nuova release dei ben più coinvolgenti Rammstein. In F&M i due dimostrano di aver capito alcune verità: la voce di Lindemann si abbina molto meglio alla sua madrelingua, allinearsi alla formula Rammstein conviene anche se ciò implica preferire sonorità più ‘toste’ e meno pop e, infine, intensità e pathos spesso pagano più dei lazzi. Parte dei brani di F & M, come si è letto in rete, sono state scritte per un moderno riadattamento teatrale della fiaba di Hansel e Gretel e questo, per altro, si riflette nei testi. Efficacissimo l’esordio: “Steh Auf” trabocca di energia e vitalità, con il ‘plusvalore’ di un riff che non si può più dimenticare, in sostanza il classico pezzo che dispone bene. Convincente anche la successiva “Ich Weiß es Nicht”, vicina per ispirazione a tanta produzione dei Rammstein, che combina muscolari passaggi ‘sintetici’ con quei ‘rallentamenti’ che consentono al nostro Lindemann di brillare, mentre “Allesfresser” punta soprattutto su suoni potenti e un po’ ampollosi anch’essi molto presenti nei Rammstein; “Blut” opta per un’atmosfera cupa e ‘minacciosa’. Quindi c’è poi uno degli episodi più notevoli: “Knebel” inizia come una ballata acustica con un Lindemann ‘narrativo’ anche se non troppo ‘composto’, ma nella seconda metà un grido travolgente sembra scatenare il finimondo; subito dopo, “Frau & Mann” offre un intermezzo di rock più leggero e “Ach So Gern” invece si cimenta con una sorta di sorprendente tango. Torna a sonorità pompose, con derive quasi ‘orchestrali’ “Schlaf Ein”, mentre “Gummi” rientra allegramente in ‘convulsi’ canoni industrial metal, come la seguente “Platz Eins” molto vicina, ancora una volta, alla modalità Rammstein più orecchiabile. Infine, la bella “Wer Weiß Das Schon” conclude con un momento tutto pathos e piano questo disco assolutamente imperdibile per noi fan di Till Lindemann in ogni sua ‘manifestazione’. Segnalo che, nell’edizione deluxe, si trovano due bonus interessanti, in particolare l’insolita “Mathematik”.