Gli Old Bridge vengono da Firenze e sono una band doom heavy metal con alle spalle una travagliata storia di cambi di formazione che giungono ora alla pubblicazione del loro primo disco intitolato Bless The Hell. Capitanati dalla brava e grintosa cantante Silvia Agnoloni, propongono un suono heavy potente e genuino e dimostrano di essere tecnicamente preparati. Del resto la band è formata da bravi musicisti come il chitarrista ritmico Alessandro Berchicci Soave, il bassista Shinobi Seiryu (Antonio Maranghi), il batterista Nico Cempini e il chitarrista solista Damiano Porciani. Va poi segnalata anche la presenza di Beppi Menozzi (Il Segno del Comando e Jus Primae Noctis) alle tastiere. Il concept del disco è ispirato alla Divina Commedia di Dante Alighieri che viene evocata anche dalla copertina orrorifica di Paolo Puppo raffigurante un maestoso portale. I riferimenti alla Divina Commedia mi hanno fatto venire in mente mitici gruppi italiani del prog italiano come i The Trip di Caronte e i Metamorfosi” di Inferno anche se qui di prog ce n’è poco. In realtà il tema è trattato dagli Old Bridge e da Silvia Agnoloni in maniera originale: l’Inferno è visto come qualcosa che ognuno porta dentro di sé costantemente e con cui si combatte ogni giorno. Non è una visione ottimista quella di Silvia Agnoloni: l’Inferno alla fine è la nostra realtà quotidiana.

Si parte subito forte con la dirompente “Do It Or Not”; la successiva “The Time Of Dream” è introdotta da un bel giro di basso ed è più pacata e d’atmosfera. Con “Salvation” i ritmi tornano estremamente concitati e serrati mentre “Angels Could Cry” è cupa e sepolcrale, molto orientata verso il doom alla Black Sabbath con bei cambi di tempo. “My Best Day” vede la Agnoloni grande protagonista al canto sorretta da una ritmica potente e da taglienti riff di chitarra. “Old Bridge” è epica, mostra la buona coesione del gruppo e cita la celeberrima frase della Divina Commedia “Per me si va nella città dolente”. La conclusiva title-track mostra un approccio oscuro e gotico che ricorda un po’ i Death SS.

Sicuramente gli Old Bridge sono un nome da tenere d’occhio per chi segue il doom e l’horror metal italiano e dimostrano di essere in possesso di buone potenzialità e di non avere nulla da invidiare a molte band nostrane del genere.