The Arkham Page: Filologia di un sito scomparso

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The Arkham Page: Filologia di un sito scomparso è un ponderoso volume di quasi 600 pagine che ripercorre la storia del primo mitico sito italiano dedicato al Solitario di Providence (chiamato appunto The Arkham Page) che fu attivo dal 1997 al 2001. Personalmente non l’ho purtroppo frequentato (credo di avere avuto accesso a internet proprio nel 2001). La prima considerazione che mi viene in mente è come questa sia la dimostrazione di quanto le informazioni sul web (che, innegabile non ammetterlo, sono sempre più pervasive) siano, a differenza del formato cartaceo, transitorie. In futuro non c’è la certezza che quanto si scrive sulla rete rimarrà. Che si sia perso tutto il materiale contenuto in The Arkham Page è un vero peccato e, per fortuna, a qualche nostalgico dell’epoca come Stefano Mazza è venuta l’idea di riproporne i contenuti in questo libro. Come scrive lo stesso Mazza “Lo scopo di questo libro è dunque di ricordare il sito, i suoi autori, i suoi contenuti e dare l’opportunità di poter vedere come si presentasse a chi non ebbe la possibilità di visitarlo e conoscerlo a suo tempo, ovvero fra il 1997 e il 2001. Confesso che c’è anche un secondo scopo, più ambizioso: tentare una ricostruzione per quanto possibile filologica e storica, contestualizzata nella realtà della rete degli anni Novanta e primi Duemila, i modo da fornire al lettore l’opportunità di ricordare e conoscere, almeno in parte, il “vissuto telematico” dell’epoca”.  Il sito fu ideato da Simone Giudici e vide fra i collaboratori Michele Tetro, Pierluigi Della Minola, Davide Quartini, Marco Vallarino, Vincenzo Monteleone e soprattutto Pietro Guarriello (che fu sicuramente il più presente con i suoi interventi che all’epoca si potevano trovare anche sulla fanzine Yorick fantasy Magazine a cura di Massimo Tassi). Si tratta quindi dell’occasione (ammantata da uno spirito nostalgico) di rivivere un pezzo di storia del fandom italiano. Molti di quei protagonisti sono ancora attivissimi si pensi in questo senso alla Dagon Press di Guarriello e all’opera saggistica in ambito di cinema horror di Michele Tetro (notevole il suo contributo sul sito concernente i film ispirati ad HPL che, a suo modo, ha fatto scuola). All’epoca (come sottolinea giustamente Guarriello) i contenuti erano sicuramente più approfonditi e meno superficiali rispetto alla situazione attuale in cui ormai sono sparite persino le mailing list (ne ricordo una creata dal buon Andrea Bonazzi in cui partecipavano alcuni dei nomi citati oltre al compianto Elvezio Sciallis) e tutto è affidato ai gruppi su facebook in cui il contributo critico spesso si riduce a un like. Leggendo il libro posso confermare come i contenuti siano di ottimo livello (per la verità un sito del genere sarebbe necessario anche in questo momento). In particolare segnalo la grande erudizione di Guarriello: ho trovato particolarmente interessante la bibliografia ragionata delle opere di Lovecraft in italiano. Troviamo inoltre la traduzione di poesie di Lovecraft all’epoca inedite in Italia ad ulteriore conferma di come si trattasse di un portale altamente qualitativo. Si trovavano schede approfondite sui corrispondenti di Lovecraft ma anche divertissement come quiz a tema sull’universo “lovecraftiano”. La grafica era comunque molto valida (ancora oggi sarebbe perfetta) e viene qui fedelmente riproposta. C’era anche una sezione dedicata al contributo dei lettori. Questo è un volume per gli appassionati e i seguaci di Lovecraft, testimonianza di un periodo in cui c’era grande fermento. Ora i tempi sono cambiati: in questo momento il “weird” in Italia gode di ottima salute (fatto salvo il discorso sulla superficialità del web) grazie a case editrici come (oltre alla Dagon Press) le Edizioni Hypnos e la Providence Press. Ma i semi di quel che stiamo raccogliendo ora erano stati gettati allora come conferma la lettura di The Arkham Page. L’auspicio è che Simone Giusti e altri collaboratori rimettano in piedi il sito. Disponibile su Amazon: https://www.amazon.it/ARKHAM-PAGE-Filologia-sito-scomparso/dp/1691851396.  oppure sul sito di Studi Lovecraftiani http://studilovecraftiani.blogspot.com/.

The Arkham Page: Filologia di un sito scomparso – 600 pagine – Dagon Press – Euro 14,75 – 2020

 

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1 comment

  1. Stefano Mazza 22 Marzo, 2020 at 00:26

    L’idea di questo lavoro non mi è venuta dalla nostalgia di quando eravamo tutti più giovani e pionieri della rete, ma dalla necessità di ricordare The Arkham Page e farlo conoscere a chi non ebbe l’opportunità di frequentarlo, quindi di fissare, o “cristallizzare” come ha ben detto Pietro Guarriello, questa esperienza in un libro. La nostalgia è un sentimento che si può anche provare, ma ritengo che l’operazione importante sia questa: trasferire i contenuti di The Arkham Page dalla rete al libro, con un approccio analitico e storiografico.
    Per il resto, sono onorato di questa recensione e ringrazio moltissimo per lo spazio dedicato al mio lavoro su Ver Sacrum.

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