Twin Tribes: Ceremony

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Duo texano di umore decisamente tetro i Twin Tribes – Luis Navarro e Joel Niño Jr – hanno pubblicato qualche mese fa il secondo album Ceremony. Sonorità darkwave un po’ vecchio stile, a dire il vero, ma generalmente gradevoli, adatte a suscitare esili nostalgie: le dieci tracce di Ceremony sono fatte di synth, basso e accattivanti giri di chitarra anche se, ogni tanto, si sente la mancanza di un po’ di varietà. Apre la breve “Exillo”, riuscita, fredda melodia in modalità anni ’80 perfetta per evocare meste visioni. Subito dopo, “Heart & Feather”, definita da basso e una bella chitarra wave, offre un momento cupo ben padroneggiato dal vocalist Navarro, sufficientemente dotato di carisma, mentre “The River”, uno degli episodi migliori, propone un paesaggio crepuscolare abitato da oscuri echi e l’ottima “Avalon” coinvolge con le sfumature oniriche di una grande chitarra. Le tinte divengono ancora più fosche in “Obsidian”, come si intuisce dal desolato esordio e dal ritmo cadenzato che scandisce un’atmosfera sicuramente cureiana ma la seguente “Fantasmas” recupera la dimensione ‘danzereccia’ senza rinuciare allo spleen e “VII” si allinea con questa formula, distinguendosi per il basso notevole; “Upir” indugia in una piacevole, sognante malinconia. Infine, bypassate le sonorità facili di “Perdidos”, Ceremony si conclude con “Shrine”, ancora una volta un trionfo di malinconia e levità.

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