Harrogat: Sigillum

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Il sottobosco della scena dark-ambient italiana si dimostra ancora una volta molto fertile. Forse si può pensare che si tratti di un genere di nicchia e, almeno in parte, è così. In realtà si tratta di un genere con un suo seguito in cui spesso si trovano proposte stimolanti come nel caso dei romani Harrogat. Siamo di fronte ad un progetto che fa sua la lezione del dark-ambient più oscuro e cosmico. Per intenderci può venire in mente il Lustmord di The Place Where The Black Stars Hang. Certo i modelli di riferimento sono ben precisi e forse inizia alcune di queste soluzioni sonore incominciano ad essere un po’ di maniera. Le ambientazioni sono minimali, formate da cupi drones e ci portano a visitare paesaggi alieni sconosciuti. Il disco, intitolato Sigillum, è diviso in 6 tracce senza titolo che potrebbero anche comporre un’unica suite. Fin dall’iniziale “I” le atmosfere sono brumose e minacciose quasi da colonna sonora di un film di fantascienza nera. Dopo il breve intermezzo di “II” la lunga “III” (oltre 7 minuti) prosegue il viaggio con cupi rumori di sottofondo e con rifrazioni oscure. “IV” si caratterizza per sonorità sinuose e circolari, nella tradizione dell’ambient più isolazionista mentre in “V” la musica si avvicina molto ai viaggi cosmici dei primi Tangerine Dream e del primo Klaus Schulze. La conclusiva “VI” chiude il cerchio con spirali mantriche di rara bellezza. Siamo di fronte indubbiamente ad un buon prodotto per il genere che sicuramente piacerà a tutti i seguaci dei suoi dark-ambient. Disponibile su Bandcamp: http://www.darkroom-magazine.it/ita/108/Recensione.php?r=4372.

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